Monday, September 03, 2007

Peru - la gente

Come promesso, alcune foto di quotidianita' andina: scene di mercato, folklore e semplice spaccato quotidiano. Spero vi piacciano.

il Vostro bugia nén

un po' di riposo dopo una lunga giornata al mercato

setacciamento del frumento, per separare i chicchi dal resto della spiga

dopo il mercato... inizia il lungo ritorno dalla citta' verso la propria casa sulla montagna














bimbi del popolo Uros, gli abitanti delle isole galleggianti sul lago Titicaca














Folklore a Yanque, nel Canyon del Colca





... verso casa con il lama

tessendo per i turisti

con un agnellino in braccio

Sunday, September 02, 2007

Peru - il viaggio - da 0 a 5000m di altitudine e ritorno - Parte II

Gli ultimi 3 giorni sono in continua discesa... altimetrica, ovviamente! Dal Colca risaliamo ai 5000m del passo andino e puntiamo il nostro fuoristrada verso i tre vulcani che circondano Arequipa: Chachani, Misti e Picchu Picchu. La visita piu' interessante e' al monastero di Santa Catalina, una vera e propria citta' nella citta'.















giochi di luce dalle vetrate del refettorio


Da una vallata fertile come quella di Arequipa, a circa 2300m di altitudine, il nostro cammino ci riporta verso il mare ed un territorio particolarmente arido. Questo, pero', non ha impedito alla vita umana di svilupparsi: infatti sulla cordigliera ci sono molti corsi d'acqua, che scompaiono sotto terra in questo deserto, per riaffiorare vicinissimi al mare. La cultura Nazca ha saputo trovare l'acqua nelle sue faglie sotterranee e creare un sistema di acquedotti, ancor oggi usato, per coltivare parte di questo territorio arido ed inospitale. Insomma, non solo le enigmatiche linee, ma anche capacita' ingegneristiche e talento artistico nel vasellame... qui abbiamo conosciuto un simpatico signore, di discendenze italiche, spagnole e andine, che ci ha fatto apprezzare l'antica tecnica della lavorazione dell'argilla, per la produzione dei vasi Nazca.

Ad ogni modo, la cosa piu' bella rimangono le famose linee e figure ricavate sulla pianura desertica della zona. Abbiamo effettuato il sorvolo in aereo... certo, con luce molto intensa non sono facilissime da vedere, ma il filmato del colibri e' venuto particolarmente bene.


Linee di Nazca - il colibri

Il mistero sulle linee rimane ancora grande... di certo non si puo' rimanere indifferenti di fronte all'ennesima prova di capacita' dell'uomo.

E ora veniamo alla parte piu' triste del viaggio... la testimonianza della distruzione causata dal terremoto nella zona di Pisco-Paracas-Ica. Qui, come in altri spezzoni di questo racconto, preferisco lasciar spazio alle immagini, piuttosto che alle parole: se le linee di Nazca o Macchu Picchu sono simbolo della capacita' umana di modellare la natura a proprio uso ed interesse, queste immagini ci ricordano che Madre Natura e' sempre piu' forte di noi.














faglie apertesi sulla costa...












... e la distruzione in citta'


Con questo finisco la descrizione del viaggio. Nel prossimo post aggiungero' foto del popolo andino, che ho scattato nella varie zone visitate.

Rimanete sintonizzati,
il Vostro bugia nén

Peru - il viaggio - da 0 a 5000m di altitudine e ritorno - Parte I

Sono or ora di ritorno da 3 settimane in giro per il Peru: un paese magnifico, dai mille climi, colori e cibi, nonche' culla di civilta' che hanno prodotto Macchu Picchu e le linee di Nazca... tanto per citarne un paio.


Tutto ha inizio il 15 agosto, con una spiacevole sorpresa, poco prima dell'arrivo a Lima un violento terremoto si abbatte su Pisco (200km a sud di Lima), mietendo un migliaio di vittime e radendo al suolo buona parte del paese e della zona circostante. Pisco dovrebbe essere l'ultima tappa del nostro giro, dopo quasi 20 giorni di viaggio, ma dobbiamo passare da li' per iniziare il lungo cammino sulle Ande, che ci portera' a Cuzco (l'ombelico del mondo in linqua Quechua), l'ex-capitale dell'impero Inca e base di parte per le escursioni verso Macchu Picchu.

La nostra prima tappa, dopo Lima, e' la citta' di Ayacucho, citta' importante sia in periodo preincaico (culla della civilta' Wary), che in periodo colonico, visto che qui vicino i Libertadores, guidati da Bolivar e San Martin ottengono la vittoria sugli spagnoli, che sancisce l'indipendenza del Peru, nel 1835. L'arrivo ad Ayacucho, il 17 agosto, risulta particolarmente faticoso, a cause delle frane dovute al terremoto, come potete vedere qui sotto.


Il 19 ripartiamo alla volta di Andahuyllas, tappa intermedia per Cuzco, oltre 250km di sterrato. Tra lama, alpaca, bovini vari, sempre ad un'altitudine superiore ai 2500m, non manca di incontrare un bus per trasporto locale e un'oasi fluviale, in una zona a dir poco arida. Il 20 e' ancora tappa di avvicinamento alla zona Inca, oltre che di acclimatamento alla quota... arrivati a Cuzco, in serata, ci troviamo gia' a 3400m sopra il livello del mare... ma stoicamente non ci serviamo degli aiuti, tipo mate de Coca! A dir la verita', io il mal d'altitudine non l'ho proprio sofferto, neanche quando siamo arrivati a 5000m.

Il 21 iziamo la parte archeologica del nostro giro, visitando le 4 rovine di Sacsayhuaman, la collina di Cuzco. Qui si inizia a comprendere appieno il senso della cultura inca, tutta incentrata sul mondo sotterraneo (a cui si associa il serpente), il mondo terreno (il puma) e il cielo (il condor - l'uccello simbolo della liberta' andina).

il tempio del sole a Sacsayhuaman

Purtroppo la conquista spagnola a spazzato via, quasi interamente ogni altro resto inca nel centro di Cuzco, conservando solo le classiche mura degli edifici a sezione trapezoidale, e qualche traccia del grande tempio del sole e della luna (Qorikancha), all'interno del chiostro del convento di San Domenico.

Da qui inizia la nostra ascesa verso Macchu Picchu, percorrendo il Valle Sagrado degli Inca, sulle sponde del fiume Urubamba. Qui ci imbattiamo in saline di salgemma di epoca inca, ancor oggi utilizzate dalla popolazione locale... ma quello che piu' affascina e' senz'altro il paesaggio. Qui stiamo passando dalla montagna andina, un po' arida, a meno di interventi umani, alla foresta alta (infatti proseguendo oltre Macchu Picchu si finisce in zona amazzonica).












km 82 - l'inizio del cammino Inca


E poi, come per magia, ecco apparirci dinanzi agli occhi, all'alba, Macchu Picchu, la citta' perduta degli Inca.

La cittadella vista da Inti Punku (la porta del sole)...














...e l'ultimo tratto del cammino Inca, per entrare a Macchu Picchu


Non credo che le mie parole possano rendere omaggio, piu' delle foto, alla bellezza magnetica ed enigmatica di questo luogo.

A ritmo serrato, facciamo ritorno in vallata, con il treno delle Ande, e visitiamo la fortezza di Pisac. Spettacolare per l'immensita' dei terrazzamenti costruiti dagli Inca sulle falde della montagna e per gli effetti di luci e colori nelle gallerie di comunicazioni tra i vari quartieri della fortezza.














Una nuova sosta a Cuzco e' d'uopo per riposare un pochino le membra e preparsi ad una 4 giorni a 4000m e oltre (Titicaca e Canyon del Colca).

Il viaggio da Cuzco a Titicaca, riserva la sorpresa del grande altipiano centro-andino: lo sguardo si perde in una pianura arida a oltre 4000m, contornata da picchi di oltre 5000m. Per chilometri non si vede traccia umana, se non fosse per la ferrovia che porta a Puno, sul lago.















A meta' strada, non puo' mancare la sosta pranzo, nella cittadina di Ayaviri, dove il Vostro si cimenta nella degustazione del Kankacho (pecora al forno e patate disidratate) al banchetto di Doña Julia, che serve porzioni da 5 o 8 soles... ovviamente io sono andato per quella da 8. Ma c'era da chiederselo?



Quasi dimenticavo... ovviamente si pasteggia ad Inca Kola, la bevanda piu' consumata nel Peru, dal colore giallo e dal gusto di bubble gum!

Di Titicaca si potrebbe dire molto e potrei sommergervi di foto, ma preferisco essere sintetico e lasciarvi con un paio di chicche. Il posto e' assolutamente da visitare se fate un giro in Peru.











lo spettacolo dell'alba


Questo mare di cobalto a 4000m riserva grandi emozioni e poi non si puo' non fare un salto alle isole galleggianti degli Uros, isole letteralmente costruite su canna totora, che richiedono di essere continuamente lavorate per evitare che sprofondino o marciscano.


Lasciato Titicaca, il nostro fuoristrada si inerpica ancora piu' in alto, ritornando verso la costa, per raggiungere i 5000m di altitudine... l'aria, vi assicuro, e' sensibilmente piu' sottile a quest'altezza e occorre respirare profondamente, per raccogliere quanto piu' ossigeno possibile.












la lapide non mente... 4910m sopra il livello del mare, ma sono sempre in t-shirt


... il cartello ci informa di far attenzione al passaggio dei lama!

Il 28 agosto e' finalmente l'ora di preparare gli obiettivi e dimostrare di saperci un pochino fare con la macchina fotografica: siamo alla Cruz del Condor, nel Canyon del Colca, luogo ideale per l'avvistamento dell'uccello simbolo della liberta'.






















Dopo oltre 2 ore e mezza e oltre 70 foto, con la schiena un po' acciaccata, per le posizioni assurde che ho dovuto tenere per scattare, si torna in albergo a riposarsi.

Friday, August 10, 2007

Vita notturna

E' da un po' di tempo che sto intrattenendo discorsi abbastanza seri sul blog, per cui mi pare opportuno reintrodurre un po' di frivolezza.

Dopo un anno di vita newyorkese, mi pare giusto darvi qualche dritta sui locali piu' interessanti dove sono stato. Inizio dai rooftop bar, che, essendo estate, sono i posti piu' gettonati. Se passate da queste parti non potete mancare un visita al
Plunge, il bar sul tetto dell'hotel Gansevoort, nel bel mezzo del Meatpacking district sulla 9a strada, all'angolo con la 13a. Se invece preferite avere l'Empire State Building proprio di fronte ai vostri occhi, allora il posto che fa per voi e' il 230 Fifth Avenue, che come dice il nome e' sito al 230 della 5a strada, all'incrocio con la 27a. Se il panorama ancora non vi bastasse, provate il Rave View, situato poco piu' a nord su Lexington e la 37a, da cui potrete ammirare le guglie dell'Empire State e del Chrysler Building. Per finire, vi lascio con l'ultima opzione, che pero' manca del fascino scenico delle altre 3, ma e' comunque molto alla monda e straripante di gregge urbano, il Cabana all'hotel Maritime, sulla 9a, all'angolo con la 16a.

Per l'estate, se siete nell'Upper West Side, vi consiglio il
Boat Basin Cafe, sul lungofiume dell'Hudson alla 79a, ideale se state pensando ad un romantico tramonto sulla riva del fiume in compagnia di una persona speciale.

Se invece cercate un locale che vi ricordi le serate in spiaggia e al tempo stesso volete gustarvi lo skiline di Manhattan, allora vi consiglio il
Water Taxi Beach, sito nel Queens, proprio di fronte al palazzo di vetro dell'ONU, sull'altra sponda dell'East River.

Direi che vi ho dato svariati suggerimenti per divertirvi parecchio, se passate da queste parti... ma se ancora non vi bastasse e voleste fare proprio le ore piccole, non posso far altro che suggerirvi il
Marquee, sulla 10a all'angolo con la 26a, oppure il Sol, sull'11a all'angolo con la 29a.

From the City that never sleeps,

il Vostro bugia nén

Wednesday, August 08, 2007

Condizioni di mercato - addendum

Ho appena letto il commento di uno di voi lettori alle mie considerazioni sulle condizioni dei mercati finanziari mondiali e mi pare opportuno fare alcune aggiunte a quanto gia' detto e rispondere ad alcuni punti sollevati nel commento alla mia analisi.

Non metto per nulla in discussione il fatto che l'economia mondiale sia in buona forma e, aggiungo, differentemente al passato, oggi finalmente possiamo parlare di vera globalizzazione, in cui la locomotiva americana dettera' sempre meno il tempo alle altre economie.

Ugualmente non metto in discussione il fatto che la reazione dei mercati nelle ultime settimane sia stata eccessiva: sia l'indice iTRAXX high yield europeo che il CDX high yield americano sono schizzati a valori assolutamente ingiustificati, ma questo non fa altro che dare maggior peso alla mia considerazione che, con i default ai minimi storici, se non si sa che pesci pigliare, si vende indiscriminatamente qualsiasi cosa, si cerca di toccare il fondo e a quel punto si ricomincia ad acquistare solo quei titoli che trattano a sconto rispetto al reale merito di credito dell'emittente. Se poi aggiungiamo che le vendite sul mercato obbligazionario sono spesso state seguite da acquisti sul mercato dei titoli di stato, che hanno visto i rendimenti scivolare di 50 punti base nel giro di 3 settimane (il decennale americano e' sceso fino a 4.69% da 5.20%!), ecco che si puo' motivare il movimento dell'iTraxx a 500 punti da 250 circa di meta' giugno.

Un altro problema, di non poco conto, e' rappresentato dal fatto che la pipeline di formazione di nuovi CLO e' stata sostanzialmente interrotta e qui il problema non e' di liquidita', ma e' di natura squisitamente tecnica: non ci sono le condizioni per garantire il ritorno sull'investimento. Dato che i CLO rappresentano una fonte primaria di liquidita', l'interruzione nella generazione di nuovi veicoli e' un grosso problema, soprattutto se si considera che il calendario di nuove emissioni per finanziare le acquisizioni a leva si colloca intorno a 200-250 miliardi di dollari.

Spero di essere stato piu' chiaro con queste precisazioni: il problema attuale non e' di carattere fondamentale, nel senso che tutti i parametri economici e societari sembrano essere sani, ma di natura tecnica e dubito che cio' sia solo legato alla carenza di liquidita' tipica dei mesi estivi.

Chiaramente non pretendo di essere corretto, intendo solo esporvi il mio pensiero, per quel che puo' contare, sui fatti che ho avuto modo di testimoniare in prima persona, durante il lavoro estivo. Mi auguro di sbagliarmi, ma temo che l'attuale situazione persistera' almeno fino all'inizio del 2008. Non ci vedo nulla di tragico, solo il normale, seppur eccessivamente pessimistico, rimbalzo di un pendolo, che era stato spinto fin troppo agli estremi dell'euforia da investimenti e da eccesso di liquidita'.

il Vostro bugia nén

Saturday, August 04, 2007

NY Harbor al tramonto

L'altra sera abbiamo festeggiato la fine del lavoro estivo, facendo un giro in barca nella baia di New York.

Prima di salire a bordo della nostra goletta, mi sono imbattuto in un paio di yacht di proprieta' di Mr. America's Cup, alias Dennis Conner....












non mi sarebbe dispiaciuto farci un giro! Delle vere meraviglie.


Vi lascio con un'immagine della punta meridionale di Manhattan, vista dalla barca.


il Vostro bugia nén

Thursday, July 26, 2007

Condizioni di mercato

Vorrei aggiungere un paio di considerazioni alla discussione aperta l'altro giorno da Lello. Mi soffermarmi sul mercato obbligazionario, che e' quello dove le vendite sono state piu' sostenute in questi giorni, anche se l'azionario sta ormai seguendo a ruota.

Come dicevo l'altro giorno, ci troviamo di fronte ad una situazione in cui le aziende che entrano in crisi finanziaria o che sono tecnicamente in default non solo sono ai minimi storici, ma soprattuto tale numero e' sensibilmente vicino a zero, almeno qui negli Stati Uniti. Questo vuol dire che c'e' un solo percorso da qui in poi... ossia i default sono destinati ad aumentare. Aggiungiamo a questa considerazione, il fatto che l'offerta di nuove obbligazioni ha raggiunto livelli esorbitanti e la frittata e' bell'e fatta. Non credo ci sia nulla di fondamentalmente malsano nell'economia; e' il mercato che non sta funzionando... o meglio la correzione, per tornare alla normalita' dopo gli eccessi di questi ultimi mesi, sta avvenendo con eccessiva foga.

Direi che la situazione puo' essere letta in questi termini: le aspettative sono per un incremento fisiologico dei default, ma gli investitori non hanno ancora metabolizzato quali saranno le aziende che entreranno in difficolta' finanziaria. Risultato, si vende qualsiasi cosa, generando un effetto negativo sulle nuove offerte: perche' acquistare alla pari un titolo che, non appena quotato, trattera' a sconto? Tanto vale aspettare che venga prezzato e poi acquistarlo sul mercato secondario!

Quale puo' essere la strada a seguire? Intanto il mercato secondario, quello delle contrattazioni quotidiane, deve trovare il suo minimo: ad un certo punto qualche investitore iniziera' a realizzare che titoli che trattano a 70 centesimi per ogni dollaro di debito, ma che sono sostenuti da solide realta' industriali, non hanno alcuna ragione di trattare cosi' tanto a sconto, dunque, selettivamente, gli investitori torneranno a comprare titoli. Quando le valutazioni torneranno su valori piu' corretti, ecco che ci sara' di nuovo interesse ad acquistare sul mercato primario, quello delle nuove emissioni, e si tornera' in una situazione di normale ciclo economico.

Certo non torneremo ai fasti di questi ultimi mesi, usando gli stessi strumenti usati oggi. Ritengo si sia rotto il giocattolo usato per creare l'ondata di liquidita' richiesta a finanziare le acquisizioni a leva. Sto parlando di veicoli finanziari tipo CLO e CDO (cliccate sulle sigle per accedere ad una breve descrizione). Non dico che siano morti, anzi, continueranno a rappresentare importanti fonti, ma non illimitate di liquidita', come fino ad oggi si era arrivati (erroneamente) a credere.

Con un po' di tempo a disposizione, pero', ritengo che si arrivera' in futuro a superare i fasti dei mesi passati. Come? I CLO e CDO del futuro saranno sviluppati e portati sul mercato. Quindi, a differenza di quanto leggo sui giornali o sento dire da alcune persone, questo e' un momento ideale per essere parte di questo business. C'e' la possibilita' di ideare qualcosa di nuovo, e quindi... sotto col lavoro!

il Vostro bugia nén

Wednesday, July 25, 2007

Risposta a Lello

Lello, in un attimo di pausa dal lavoro ho avuto modo di leggere il tuo post sul blog e mi sembra opportuno darti risposta.
Credo che in questo momento anche i cosiddetti "esperti" di mercati finanziari non sappiano che pesci prendere. L'economia mondiale e' fondamentalmente sana, le aziende continuano a macinare utili e, nella maggior parte dei casi, a superare le attese degli analisti.
Quello che si e' creato e' un forte disequilibrio tra domanda ed offerta, che sta facendo muovere i mercati in modo erratico in questi ultimi giorni. Il fatto che un'enorme quantita' di investimenti sia direzionale (ossia in tanti, forse troppi, investitori si sono gettati sulle stesse scommess), che ci troviamo di fronte a 3-4 anni di corsa continua dell'azionario, che il differenziale tra titoli di stato e junk bond abbia toccato a giugno i livelli piu' bassi di sempre e che il numero di default societari sia ai minimi dalla fine degli anni 80, ha presumibilmente aperto qualche crepa nelle convizioni che il mercato possa continuare a crescere. La possibilita' che il mercato immobiliare si sgonfi puo' quindi rappresentare l'elemento che fa riaffiorare timori nelle menti degli investitori, facendo scattare un effetto di vendite a catena sui vari mercati.
Direi che la cosa migliore da fare sia osservare attentamente gli sviluppi e cercare di non seguire bovinamente la massa. Questo nella speranza che si possa imparare dagli errori del passato ed evitare di ricommetterli (che in sostanza era quanto dicevo nel post a cui Lello fa riferimento (Segnali da non sottovalutare).
il Vostro bugia nén

Scusate l'ignoranza

Io, di mercati immobiliari ne capisco assai poco, ma dopo il post di Marco intitolato "Segnali da non sottovalutare" mi sono cominciato a preoccupare. Oggi leggo l'articolo di seguito (FT) riguardo i problemi del mortgage market. Cosa succede di preciso?

Markets tumble as credit concerns spread

By Michael Mackenzie and Saskia Scholtes in New York

Published: July 24 2007 19:38 Last updated: July 25 2007 00:50

US stocks suffered their worst fall in nearly five months on Tuesday, reflecting fears that the problems in the mortgage market are spreading and investor appetite for complex debt instruments is drying up.

The S&P 500 index lost 30.52 points – 2 per cent – to 1,511.05, its worst one-day drop since losing 50.33 points on February 27. The Dow Jones Industrial Average slid 226.47 – 1.6 per cent – to 13,716.95.

Sunday, July 15, 2007

Spot Fiat 500

Gli spot della nuova Fiat 500 sono talmente belli, che mi pare giusto metterveli a portata di mano. Divertitevi.

Primo Spot


Secondo Spot


Terzo Spot


Di seguito vi lascio alcuni stralci dell'intervista di Gramellini a Marchionne. Ci sono alcuni spunti (li ho ben evidenziati), per tutti Noi Italiani. In questo periodo difficile per la nazione, mi pare veramente corretto il pensiero che se ce l'ha fatta la Fiat, ce la puo' fare il paese intero... dimostriamo a noi stessi che non siamo soltanto il paese dei giocolieri, saltimbanco, tronisti, veline e quant'altro la spazzatura televisiva ci propone, ma che abbiamo il coraggio di tornare ad essere una nazione viva e pulsante.
"...la nuova Fiat 500 entra nella case di tutti gli italiani con una pubblicità che parla di Falcone, Ciampi, Valentino Rossi e Giorgio Gaber, non nomina mai la 500 e cita la Fiat soltanto una volta, alla fine. Colpiti dalla scelta, siamo andati a chiederne conto al pubblicitario che ha scritto il testo dello spot e scelto le foto che lo illustrano. È un esordiente. Si chiama Sergio Marchionne, uno che ama l'Italia come capita solo a chi non ci ha vissuto per molto tempo e che di mestiere gestisce da tre anni l'azienda di cui ha appena curato la réclame. È seduto davanti a un portacenere, gioca con l'accendino e porta il solito maglione blu.
«Nero. Io posseggo solo maglioni neri. Ma siete tutti daltonici? Nero con una rifinitura speciale di cui nessuno si è ancora accorto. Dopo gliela mostro».
Intanto ci dica quando ha deciso di darsi alla pubblicità.
«Il 16 maggio, di pomeriggio. Ho impiegato un'ora e mezzo per scrivere il testo al computer. Ma ce l'avevo in pancia da giorni. L'ho scritto in inglese e poi tradotto, ma chi lo ha letto in originale dice che è ancora più bello, perché l'inglese è una lingua precisa».
E cosa dovrebbe comunicarci di così preciso, lo spot della 500?
«Ricostruisce il Dna del gruppo Fiat. Abbiamo sputato sangue in questi anni per ripulirlo e ricominciare...[]».
Ricorda la prima volta in cui entrò al Lingotto da amministratore delegato?
«Nella pancia della balena. Sentivo puzza di morte. Morte industriale, intendo. Un'organizzazione sfinita, pronta ad appigliarsi a qualsiasi chiodo []».
Il piemontese viene da generazioni di montanari, soldati, operai. Ha il culto dell'obbedienza.
«E io ho mantenuto la disciplina e il senso del dovere, però li ho dirottati verso la condivisione degli obiettivi. Lavoro di squadra vuol dire che tutti i miei uomini comunicano fra loro e si informano su tutto []. Tutti ci davano per morti. Sull'ultimo numero del Journal de l'Auto c'è l'immagine di una 500 che esce dalla bara… Ora il sogno è [] diventare i migliori. Non in tutto, che è impossibile. Ma su certi valori. Essere italiani significa farci riconoscere per lo stile che abbiamo. Noi [] stiamo diventando veloci e facilitanti come la Apple. Per lo spot mi sono ispirato allo slogan: "Think different"».
La Apple è il suo pallino. Come mai preferisce Steve Jobs a Bill Gates?
«È l'underdog, quello che vede il mondo in maniera diversa e capisce che c'è spazio anche per quelli come lui. []».
Nello spot ci sono anche gli operai sotto Mirafiori.
«Abbiamo scelto immagini che riguardassero da vicino la storia d'Italia degli ultimi 50 anni. [] Perciò lo slogan della campagna è: la nuova Fiat appartiene a tutti noi».
Le immagini le ha scelte lei?
«Ho dato spunti, anche forti. Amin, Pol Pot. Alcuni sono stati scartati. Nella mia testa c'erano solo parole e immagini. Poi è saltato fuori il bambino del "Nuovo cinema Paradiso" di Tornatore. È lui che guarda le foto, nello spot. Il suo sorriso buffo rappresenta il nuovo primo giorno della Fiat».
La sua immagine preferita? Per De Meo è Ciampi che mette le mani sulla bara dei caduti di Nassiriya.
«Falcone e Borsellino. E Valentino Rossi che solleva un braccio al cielo dopo la vittoria. Quanta energia e forza in quel gesto, quanta italianità… Questo è un Paese che non sa volersi bene. [] Il problema italiano è che non ha la reputazione internazionale di sapersi correggere []».
Bisognerebbe avere senso dello Stato. Anche le aziende che privatizzano i profitti e scaricano i debiti sul pubblico.
«Negli ultimi 3 anni profitti e debiti delle Fiat sono stati totalmente a carico dell'azienda. Alle banche avevo promesso che mi sarei spaccato l'anima per non far perder loro i soldi che in quel momento non potevo restituire. Bene, se fossero rimaste tutte, adesso avrebbero il doppio e oltre del capitale investito. I loro 3 miliardi oggi ne valgono quasi 7».
Fra gli italiani si respira impotenza.
«Strano. Il Pil cresce, l'indebitamento e la disoccupazione calano, eppure c'è questo senso di insoddisfazione. [] Scusi, mi è arrivato un sms dalla Borsa: "Fiat vale 28 miliardi e mezzo di euro". Forse è davvero ora di andarci, in pensione…».
Non ci crede nessuno. Ormai con quel maglione è anche un personaggio. Dal Presidente della Repubblica dovrà mettersi la giacca.
«Cos'è, una minaccia? Io sono così. Il tizio con il maglione. Almeno non mi confondo la mattina nell'armadio. I miei maglioni hanno un piccolo tricolore sulla manica. E lo porto con orgoglio, io. L'Italia non è un concetto astratto. Esiste. Come ce l'abbiamo fatta noi a trovare la gente giusta per risorgere, ce la può fare anche il Paese. []».