Monday, September 03, 2007

Peru - la gente

Come promesso, alcune foto di quotidianita' andina: scene di mercato, folklore e semplice spaccato quotidiano. Spero vi piacciano.

il Vostro bugia nén

un po' di riposo dopo una lunga giornata al mercato

setacciamento del frumento, per separare i chicchi dal resto della spiga

dopo il mercato... inizia il lungo ritorno dalla citta' verso la propria casa sulla montagna














bimbi del popolo Uros, gli abitanti delle isole galleggianti sul lago Titicaca














Folklore a Yanque, nel Canyon del Colca





... verso casa con il lama

tessendo per i turisti

con un agnellino in braccio

Sunday, September 02, 2007

Peru - il viaggio - da 0 a 5000m di altitudine e ritorno - Parte II

Gli ultimi 3 giorni sono in continua discesa... altimetrica, ovviamente! Dal Colca risaliamo ai 5000m del passo andino e puntiamo il nostro fuoristrada verso i tre vulcani che circondano Arequipa: Chachani, Misti e Picchu Picchu. La visita piu' interessante e' al monastero di Santa Catalina, una vera e propria citta' nella citta'.















giochi di luce dalle vetrate del refettorio


Da una vallata fertile come quella di Arequipa, a circa 2300m di altitudine, il nostro cammino ci riporta verso il mare ed un territorio particolarmente arido. Questo, pero', non ha impedito alla vita umana di svilupparsi: infatti sulla cordigliera ci sono molti corsi d'acqua, che scompaiono sotto terra in questo deserto, per riaffiorare vicinissimi al mare. La cultura Nazca ha saputo trovare l'acqua nelle sue faglie sotterranee e creare un sistema di acquedotti, ancor oggi usato, per coltivare parte di questo territorio arido ed inospitale. Insomma, non solo le enigmatiche linee, ma anche capacita' ingegneristiche e talento artistico nel vasellame... qui abbiamo conosciuto un simpatico signore, di discendenze italiche, spagnole e andine, che ci ha fatto apprezzare l'antica tecnica della lavorazione dell'argilla, per la produzione dei vasi Nazca.

Ad ogni modo, la cosa piu' bella rimangono le famose linee e figure ricavate sulla pianura desertica della zona. Abbiamo effettuato il sorvolo in aereo... certo, con luce molto intensa non sono facilissime da vedere, ma il filmato del colibri e' venuto particolarmente bene.


Linee di Nazca - il colibri

Il mistero sulle linee rimane ancora grande... di certo non si puo' rimanere indifferenti di fronte all'ennesima prova di capacita' dell'uomo.

E ora veniamo alla parte piu' triste del viaggio... la testimonianza della distruzione causata dal terremoto nella zona di Pisco-Paracas-Ica. Qui, come in altri spezzoni di questo racconto, preferisco lasciar spazio alle immagini, piuttosto che alle parole: se le linee di Nazca o Macchu Picchu sono simbolo della capacita' umana di modellare la natura a proprio uso ed interesse, queste immagini ci ricordano che Madre Natura e' sempre piu' forte di noi.














faglie apertesi sulla costa...












... e la distruzione in citta'


Con questo finisco la descrizione del viaggio. Nel prossimo post aggiungero' foto del popolo andino, che ho scattato nella varie zone visitate.

Rimanete sintonizzati,
il Vostro bugia nén

Peru - il viaggio - da 0 a 5000m di altitudine e ritorno - Parte I

Sono or ora di ritorno da 3 settimane in giro per il Peru: un paese magnifico, dai mille climi, colori e cibi, nonche' culla di civilta' che hanno prodotto Macchu Picchu e le linee di Nazca... tanto per citarne un paio.


Tutto ha inizio il 15 agosto, con una spiacevole sorpresa, poco prima dell'arrivo a Lima un violento terremoto si abbatte su Pisco (200km a sud di Lima), mietendo un migliaio di vittime e radendo al suolo buona parte del paese e della zona circostante. Pisco dovrebbe essere l'ultima tappa del nostro giro, dopo quasi 20 giorni di viaggio, ma dobbiamo passare da li' per iniziare il lungo cammino sulle Ande, che ci portera' a Cuzco (l'ombelico del mondo in linqua Quechua), l'ex-capitale dell'impero Inca e base di parte per le escursioni verso Macchu Picchu.

La nostra prima tappa, dopo Lima, e' la citta' di Ayacucho, citta' importante sia in periodo preincaico (culla della civilta' Wary), che in periodo colonico, visto che qui vicino i Libertadores, guidati da Bolivar e San Martin ottengono la vittoria sugli spagnoli, che sancisce l'indipendenza del Peru, nel 1835. L'arrivo ad Ayacucho, il 17 agosto, risulta particolarmente faticoso, a cause delle frane dovute al terremoto, come potete vedere qui sotto.


Il 19 ripartiamo alla volta di Andahuyllas, tappa intermedia per Cuzco, oltre 250km di sterrato. Tra lama, alpaca, bovini vari, sempre ad un'altitudine superiore ai 2500m, non manca di incontrare un bus per trasporto locale e un'oasi fluviale, in una zona a dir poco arida. Il 20 e' ancora tappa di avvicinamento alla zona Inca, oltre che di acclimatamento alla quota... arrivati a Cuzco, in serata, ci troviamo gia' a 3400m sopra il livello del mare... ma stoicamente non ci serviamo degli aiuti, tipo mate de Coca! A dir la verita', io il mal d'altitudine non l'ho proprio sofferto, neanche quando siamo arrivati a 5000m.

Il 21 iziamo la parte archeologica del nostro giro, visitando le 4 rovine di Sacsayhuaman, la collina di Cuzco. Qui si inizia a comprendere appieno il senso della cultura inca, tutta incentrata sul mondo sotterraneo (a cui si associa il serpente), il mondo terreno (il puma) e il cielo (il condor - l'uccello simbolo della liberta' andina).

il tempio del sole a Sacsayhuaman

Purtroppo la conquista spagnola a spazzato via, quasi interamente ogni altro resto inca nel centro di Cuzco, conservando solo le classiche mura degli edifici a sezione trapezoidale, e qualche traccia del grande tempio del sole e della luna (Qorikancha), all'interno del chiostro del convento di San Domenico.

Da qui inizia la nostra ascesa verso Macchu Picchu, percorrendo il Valle Sagrado degli Inca, sulle sponde del fiume Urubamba. Qui ci imbattiamo in saline di salgemma di epoca inca, ancor oggi utilizzate dalla popolazione locale... ma quello che piu' affascina e' senz'altro il paesaggio. Qui stiamo passando dalla montagna andina, un po' arida, a meno di interventi umani, alla foresta alta (infatti proseguendo oltre Macchu Picchu si finisce in zona amazzonica).












km 82 - l'inizio del cammino Inca


E poi, come per magia, ecco apparirci dinanzi agli occhi, all'alba, Macchu Picchu, la citta' perduta degli Inca.

La cittadella vista da Inti Punku (la porta del sole)...














...e l'ultimo tratto del cammino Inca, per entrare a Macchu Picchu


Non credo che le mie parole possano rendere omaggio, piu' delle foto, alla bellezza magnetica ed enigmatica di questo luogo.

A ritmo serrato, facciamo ritorno in vallata, con il treno delle Ande, e visitiamo la fortezza di Pisac. Spettacolare per l'immensita' dei terrazzamenti costruiti dagli Inca sulle falde della montagna e per gli effetti di luci e colori nelle gallerie di comunicazioni tra i vari quartieri della fortezza.














Una nuova sosta a Cuzco e' d'uopo per riposare un pochino le membra e preparsi ad una 4 giorni a 4000m e oltre (Titicaca e Canyon del Colca).

Il viaggio da Cuzco a Titicaca, riserva la sorpresa del grande altipiano centro-andino: lo sguardo si perde in una pianura arida a oltre 4000m, contornata da picchi di oltre 5000m. Per chilometri non si vede traccia umana, se non fosse per la ferrovia che porta a Puno, sul lago.















A meta' strada, non puo' mancare la sosta pranzo, nella cittadina di Ayaviri, dove il Vostro si cimenta nella degustazione del Kankacho (pecora al forno e patate disidratate) al banchetto di Doña Julia, che serve porzioni da 5 o 8 soles... ovviamente io sono andato per quella da 8. Ma c'era da chiederselo?



Quasi dimenticavo... ovviamente si pasteggia ad Inca Kola, la bevanda piu' consumata nel Peru, dal colore giallo e dal gusto di bubble gum!

Di Titicaca si potrebbe dire molto e potrei sommergervi di foto, ma preferisco essere sintetico e lasciarvi con un paio di chicche. Il posto e' assolutamente da visitare se fate un giro in Peru.











lo spettacolo dell'alba


Questo mare di cobalto a 4000m riserva grandi emozioni e poi non si puo' non fare un salto alle isole galleggianti degli Uros, isole letteralmente costruite su canna totora, che richiedono di essere continuamente lavorate per evitare che sprofondino o marciscano.


Lasciato Titicaca, il nostro fuoristrada si inerpica ancora piu' in alto, ritornando verso la costa, per raggiungere i 5000m di altitudine... l'aria, vi assicuro, e' sensibilmente piu' sottile a quest'altezza e occorre respirare profondamente, per raccogliere quanto piu' ossigeno possibile.












la lapide non mente... 4910m sopra il livello del mare, ma sono sempre in t-shirt


... il cartello ci informa di far attenzione al passaggio dei lama!

Il 28 agosto e' finalmente l'ora di preparare gli obiettivi e dimostrare di saperci un pochino fare con la macchina fotografica: siamo alla Cruz del Condor, nel Canyon del Colca, luogo ideale per l'avvistamento dell'uccello simbolo della liberta'.






















Dopo oltre 2 ore e mezza e oltre 70 foto, con la schiena un po' acciaccata, per le posizioni assurde che ho dovuto tenere per scattare, si torna in albergo a riposarsi.

Friday, August 10, 2007

Vita notturna

E' da un po' di tempo che sto intrattenendo discorsi abbastanza seri sul blog, per cui mi pare opportuno reintrodurre un po' di frivolezza.

Dopo un anno di vita newyorkese, mi pare giusto darvi qualche dritta sui locali piu' interessanti dove sono stato. Inizio dai rooftop bar, che, essendo estate, sono i posti piu' gettonati. Se passate da queste parti non potete mancare un visita al
Plunge, il bar sul tetto dell'hotel Gansevoort, nel bel mezzo del Meatpacking district sulla 9a strada, all'angolo con la 13a. Se invece preferite avere l'Empire State Building proprio di fronte ai vostri occhi, allora il posto che fa per voi e' il 230 Fifth Avenue, che come dice il nome e' sito al 230 della 5a strada, all'incrocio con la 27a. Se il panorama ancora non vi bastasse, provate il Rave View, situato poco piu' a nord su Lexington e la 37a, da cui potrete ammirare le guglie dell'Empire State e del Chrysler Building. Per finire, vi lascio con l'ultima opzione, che pero' manca del fascino scenico delle altre 3, ma e' comunque molto alla monda e straripante di gregge urbano, il Cabana all'hotel Maritime, sulla 9a, all'angolo con la 16a.

Per l'estate, se siete nell'Upper West Side, vi consiglio il
Boat Basin Cafe, sul lungofiume dell'Hudson alla 79a, ideale se state pensando ad un romantico tramonto sulla riva del fiume in compagnia di una persona speciale.

Se invece cercate un locale che vi ricordi le serate in spiaggia e al tempo stesso volete gustarvi lo skiline di Manhattan, allora vi consiglio il
Water Taxi Beach, sito nel Queens, proprio di fronte al palazzo di vetro dell'ONU, sull'altra sponda dell'East River.

Direi che vi ho dato svariati suggerimenti per divertirvi parecchio, se passate da queste parti... ma se ancora non vi bastasse e voleste fare proprio le ore piccole, non posso far altro che suggerirvi il
Marquee, sulla 10a all'angolo con la 26a, oppure il Sol, sull'11a all'angolo con la 29a.

From the City that never sleeps,

il Vostro bugia nén

Wednesday, August 08, 2007

Condizioni di mercato - addendum

Ho appena letto il commento di uno di voi lettori alle mie considerazioni sulle condizioni dei mercati finanziari mondiali e mi pare opportuno fare alcune aggiunte a quanto gia' detto e rispondere ad alcuni punti sollevati nel commento alla mia analisi.

Non metto per nulla in discussione il fatto che l'economia mondiale sia in buona forma e, aggiungo, differentemente al passato, oggi finalmente possiamo parlare di vera globalizzazione, in cui la locomotiva americana dettera' sempre meno il tempo alle altre economie.

Ugualmente non metto in discussione il fatto che la reazione dei mercati nelle ultime settimane sia stata eccessiva: sia l'indice iTRAXX high yield europeo che il CDX high yield americano sono schizzati a valori assolutamente ingiustificati, ma questo non fa altro che dare maggior peso alla mia considerazione che, con i default ai minimi storici, se non si sa che pesci pigliare, si vende indiscriminatamente qualsiasi cosa, si cerca di toccare il fondo e a quel punto si ricomincia ad acquistare solo quei titoli che trattano a sconto rispetto al reale merito di credito dell'emittente. Se poi aggiungiamo che le vendite sul mercato obbligazionario sono spesso state seguite da acquisti sul mercato dei titoli di stato, che hanno visto i rendimenti scivolare di 50 punti base nel giro di 3 settimane (il decennale americano e' sceso fino a 4.69% da 5.20%!), ecco che si puo' motivare il movimento dell'iTraxx a 500 punti da 250 circa di meta' giugno.

Un altro problema, di non poco conto, e' rappresentato dal fatto che la pipeline di formazione di nuovi CLO e' stata sostanzialmente interrotta e qui il problema non e' di liquidita', ma e' di natura squisitamente tecnica: non ci sono le condizioni per garantire il ritorno sull'investimento. Dato che i CLO rappresentano una fonte primaria di liquidita', l'interruzione nella generazione di nuovi veicoli e' un grosso problema, soprattutto se si considera che il calendario di nuove emissioni per finanziare le acquisizioni a leva si colloca intorno a 200-250 miliardi di dollari.

Spero di essere stato piu' chiaro con queste precisazioni: il problema attuale non e' di carattere fondamentale, nel senso che tutti i parametri economici e societari sembrano essere sani, ma di natura tecnica e dubito che cio' sia solo legato alla carenza di liquidita' tipica dei mesi estivi.

Chiaramente non pretendo di essere corretto, intendo solo esporvi il mio pensiero, per quel che puo' contare, sui fatti che ho avuto modo di testimoniare in prima persona, durante il lavoro estivo. Mi auguro di sbagliarmi, ma temo che l'attuale situazione persistera' almeno fino all'inizio del 2008. Non ci vedo nulla di tragico, solo il normale, seppur eccessivamente pessimistico, rimbalzo di un pendolo, che era stato spinto fin troppo agli estremi dell'euforia da investimenti e da eccesso di liquidita'.

il Vostro bugia nén

Saturday, August 04, 2007

NY Harbor al tramonto

L'altra sera abbiamo festeggiato la fine del lavoro estivo, facendo un giro in barca nella baia di New York.

Prima di salire a bordo della nostra goletta, mi sono imbattuto in un paio di yacht di proprieta' di Mr. America's Cup, alias Dennis Conner....












non mi sarebbe dispiaciuto farci un giro! Delle vere meraviglie.


Vi lascio con un'immagine della punta meridionale di Manhattan, vista dalla barca.


il Vostro bugia nén