Friday, March 16, 2007

Il ritorno delle mega-holding?

I mercati finanziari sono cambiati molto in questi anni e parrebbe si siano evoluti, almeno quanto a sofisticazione delle soluzioni studiate e proposte dalle varie case d'affari. Diciamo che in parte sono sostenitore di questa teoria, se non altro per esserne stato testimone, dal punto di vista lavorativo, durante i 3 anni passati a Londra.

Ora pero' leggo il seguente titolo sul Wall Street Journal: "Private-Equity firm Blackstone plans to sell stake to public". Riporto lo spezzone iniziale dell'articolo:

March 16, 2007 3:34 p.m.
NEW YORK -- Blackstone Group, a private-investment powerhouse that has managed more than $64 billion, is deep into preparations to sell a stake to the public and could file plans for an IPO in the next two weeks, a person familiar with the matter said Friday.
An offering would further the move of long-secretive private equity and hedge funds into the stock markets and give investors another way to tap into those funds' heavy fees and exploding growth.
Blackstone may sell about 10% of its management company in the offering, which could raise around $4 billion, the person said. The offering -- which would follow the IPO of hedge fund manager Fortress Investment Group in February -- could come to market in two to three months, the person said.


Insomma, i fondi di private-equity stanno pensando alla quotazione in Borsa. Di primo acchito direi che sarebbe un aspetto positivo, in quanto i maggiori controlli e i regolamenti, a cui le societa' quotate sono sottoposte, migliorerebbero la trasparenza dei fondi a beneficio degli investitori. In fin dei conti i fondi pensione sono tra i principali investitori nel private-equity (non in Italia, visto che e' vietato ai fondi pensione italiani investire in questo tipo di fondi, perche' considerati troppo speculativi), dunque e' abbastanza importante che i risparmi per la vecchiaia siano amministrati non solo con oculatezza, ma con estrema trasparenza delle pratiche adottate.


Se questo e' un chiaro fattore positivo, ritengo pero' ci siano alcune domande che, al monento, non trovano risposta. L'anno scorso il volume di Merger & Acquisition derivante da operazioni di private-equity ha rappresentato circa il 30% del totale e quello che tipicamente succede e' che l'azienda, oggetto di acquisizione da parte di questi fondi, viene ritirata dal mercato. I sostenitori del sistema, ritengono che il fatto positivo del private-equity vada ricercato nelle prospettive di ottimizzare la performance dell'azienda acquistata, visto che l'investimento e' fatto con ottica di medio-lungo periodo, mentre il mercato mira solo al ritorno nel breve. In aggiunta, visti i costi sempre piu' elevati per rispettare le rigide normative americane in fatto di societa' quotate (Sarbannes-Oxley in primis), procedendo al delisting dell'azienda acquistata, si possono ottenere sensibili risparmi di gestione, non essendo piu' soggetti a tale regolamentazione.


Ma allora, perche' quotare il fondo, ossia la holding di partecipazioni o management company, che dir si voglia? Non metto in dubbio che possa sfuggirmi qualcosa, ma mi pare di trovarmi di fronte ad un ossimoro.


Stiamo tornando agli anni 70-80 con le grandi corporation che diversificavano dal business primario, investendo in attivita' tra le piu' disparate, diventando delle holding company (le grandi conglomerate)? Esperienza dice che i piani industriali risultano di piu' difficile comprensione agli investitori; l'azienda tenta di diversificare i rischi legati ai cicli economici, ma, essendo meno efficiente di un investitore (l'investitore deve solo modificare l'allocazione di risparmio su diversi strumenti finanziari, mentre l'azienda deve acquistare e gestire attivita' disparate), finisce per generare risultati inferiori a quanto l'investitore otterrebbe per diversificazione diretta del suo portafoglio: risultato se le aspettative sono inferiori, il titolo tratta a sconto, a scapito dell'investitore. Gli anni 80 ci hanno insegnato proprio questo e abbiamo assistito a battaglie acerrime tra azionisti e manager, con la sostanziale vittoria dei primi, tant'e' che oggi il numero di conglomerate si e' sensibilmente ridotto.


Non pretendo di dare risposte, espongo i miei pensieri e sollevo i miei dubbi. Se qualcuno volesse contribuire, il libero scambio di pensieri e' ben accetto su questo blog. Fatemi sapere e pubblichero' le vostre considerazioni.


il Vostro bugia nén

Thursday, March 15, 2007

Adesso mi sento preso in giro

Mi sento preso in giro... mi e' stato detto che non condivido abbastanza di me, che sono troppo riservato. Beh, tanto per smentire qualcuno, condivido un po' i miei pensieri su un fatto di questi giorni.

Alcuni miei compagni di corso lavoreranno quest'estate per organizzazioni no profit. Ottimo, uno direbbe a primo acchito. La cosa, pero' e' che questi miei compagni vorrebbero anche avere uno stipendio. Va bene, in fin dei conti, qui tutti ci siamo indebitati in qualche modo per poter pagare la retta universitaria e questi ragazzi tenteranno di salvare il mondo... tanto per rimanere, come sempre, coi piedi per terra. Quindi sembrerebbe giusto fare raccolta fondi per pagare questi poveretti.

Abbiamo un obiettivo, raccogliere $60,000, ossia l'uno per mille delle tasse universitarie pagate ogni anno alla scuola! Una cifra irrisoria, che, in quanto il programma no profit e' sponsorizzato dalla scuola, dovrebbe essere dedotta direttamente da quanto paghiamo per gli studi. Invece no, e' cifra che dobbiamo racimolare con donazioni da parte nostra.

Non voglio fare il taccagno, anche perche', se si tratta di donare per buona causa, non mi tiro indietro; e' solo che non sopporto piu' questa estorsione di denaro continua, per delle puttanate... scusatemi il termine, ma questa volta sono veramente furibondo. Ho dovuto versare la mia quota di un centinaio di dollari, solo perche' il mio lavoro e' pagato talmente bene che sarei un bruto, un crudele se non aiutassi i miei poveri compagni, che sono delle persone tanto piu' brave e sensibili di me. Il fatto, pero', che dovro' affrontare sacrifici e dimenticarmi quasi completamente di avere una vita privata, quando lavorero', ovviamente non interessa per nulla ai miei tanto piu' bravi compagni, che vogliono cambiare il mondo! Se pero' queste persone si dessero da fare, come tanti altri buoni cristiani fanno nella loro vita e lasciassero che la Chiesa si occupasse di opere di carita', io credo che il mondo sarebbe un posto migliore. Se non altro un po' meno ipocrita.

Scusatemi per queste frasi, ma, per una volta, dovevo sfogare i miei pensieri. Pensando in positivo, come qualcuno mi ha insegnato, con 100 dollari mi sono sbarazzato di alcune persone. Da questa sera e' come se non esistessero piu': ho pagato la liberta' di non dover avere piu' nulla a che fare con loro.

Seccato
il Vostro bugia nén

Friday, March 09, 2007

Dove osano i temerari

E' proprio vero... se in estate divento un fanatico di mare e vela, in inverno sono la neve e il sapore della montagna a farmi andare avanti. E cosi', dopo le puntate nordamericane, mi sono concesso gli ultimi giorni di sci sulle Alpi. Di neve non e' che ce ne sia molta, rispetto al metro abbondante del Vermont, qui siamo messi decisamente maluccio, ma andando in quota sembra ancora neve invernale e ci si puo' ugualmente divertire parecchio.

Certo, se il tempo non e' particolarmente clemente, si finisce per andare a sciare in condizioni da veri temerari... allo Jafferau c'erano infatti una ventina di persone, inclusi Paolo e il sottoscritto.

Come potete vedere dalle immagini allegate, in cima c'era il sole, ma il grosso della grande montagna bardonecchiese era avvolto nella nebbia. Vi posso assicurare che ci va proprio passione e un po' di temerarieta' per sciare quasi 5 ore in queste condizioni.


Ma che ci volete fare? Paolo ed io siamo fatti cosi', per lo sci questo ed altro... e poi, vogliamo ricordare il Natale 2005? Ci furono 4 giorni di perturbazione siberiana, la colonnina del mercurio non si alzo' sopra i 20 gradi sotto lo zero, eppure, per nulla intimiditi, sciammo ogni giorno dalle 9 alle 16... con qualche sosta tecnica al bar, ovviamente, ma possiamo dire che noi c'eravamo e ci siamo divertiti.

Abbiamo timbrato presenza pure questa volta e ci siamo divertiti come al solito, come se fossimo ancora i ragazzini pestiferi, che il nonno rincorreva con la scopa, visto che ne combinavamo sempre una di troppo.

i Vostri temerari bugia nén

Thursday, March 01, 2007

Andiamo a prenderci la coppa

... ma che avete capito, non sto facendo le valigie per andare a Berlino a prendermi la coppa. A quello ci hanno gia' pensato il 9 luglio 2006 gli azzurri.

Sto parlando di un'altra coppa, quella del torneo di basket della scuola. Ieri sera ci siamo giocati la finale, dominando dal primo all'ultimo secondo. E' vero che la nostra altezza media e' sul metro e 85, che nel cluster abbiamo un ex-giocatore professionista (giocava nel Maccabi) e un ex-giocatore a livello universitario... tutto questo aiuta e ci fa giocare in scioltezza contro il resto della scuola, ma quel che conta e' che tutti ci abbiamo messo il massimo impegno.
Un applauso a Shahar, George, Luis, Angelo, Kevin, Keith e, perche' no, anche al sottoscritto, per l'impegno profuso negli ultimi 3 mesi.

Il risultato finale vede il Cluster E08 (il mio) vincere il titolo con un punteggio di 40 a 16. Dopo buone prestazioni nelle precedenti partite, con una media di 8 punti ad incontro, ieri mi sono fermato a 4, ma ho catturato la bellezza di 7 rimbalzi, difeso come un assatanato e giostrato un paio di assist per altrettante schiacciate del nostro pro (Shahar).

Stasera, dopo l'esame di marketing, si festeggia a casa di Alex.

...Prima che me ne dimentichi, domani torno in Italia. Ci vediamo a Torino!

il Vostro bugia nén

Sunday, February 25, 2007

Tuck Winter Carnival

Altro giro sugli Appalachi... questa volta si tratta dell'annuale carnevale sulla neve organizzato dalla Tuck Business School, dell'Universtita' di Dartmouth. Venerdi' si parte da New York, a bordo del solito mega SUV americano, destinazione Hanover, piccola cittadina tra il New Hampshire e il Vermont, circa 4 ore d'auto dalla Grande Mela. Il posto e' molto carino, classico stile New England: quasi tutti gli edifici hanno un piccolo campanile e una cupoletta, anche i centri commerciali. Il posto e' molto accogliente e la vita senz'altro scorre molto piu' tranquilla e rilassata che non a New York... non a caso la percentuale di bambini ha dell'incredibile, segno che, forse, qui non ci sono molti divertimenti e quindi...

La scuola e' molto rinomata, pero', detto francamente, non riuscirei a passare qui i due anni di master. Per carita', in inverno potrei sciare praticamente tutti i giorni, ma, a parte questo... mi conosco e ho bisogno del "delirio" delle grandi citta'.

L'albergo dove soggiorniamo non e' super accessoriato come quello di Stowe, ma comunque accogliente. La prima serata la passiamo a Whaleback, poche miglia da Hanover, alla partenza degli omonimi impianti di sci. C'e' una band rock che suona live, molto bravi, e birra gratis a volonta' per gli sciatori. Non possiamo pero' fare tanto le ore piccole, visto che al sabato abbiamo la gara.

La sveglia arriva, come ai vecchi tempi delle gare, assai presto, intorno alle 6.30. Veloce vestizione, fuori fa un freddo polare. Dall'albergo al Dartmouth Skiway (le cadregovie non mancano neppure qua!), localita' dove si tiene la gara, ci sono circa 20 miglia. Dopo il ritiro pettorale, facciamo una ricognizione del tracciato... un gigante un po' strettino per i miei gusti e per i miei sci (ne servirebbe quasi in paio da slalom!). Ci sono circa 200 atleti e parto intorno al novantesimo, per cui, con i miei compagni di Columbia, ci dirigiamo a fare una lauta colazione. Verso le 10.30 arriva il mio turno di garaggiare. Sono anni che non faccio pali, ma, diciamo non ho dimenticato tutto. Supero il tratto ripido ed angolato, pennellando le curve, tanto che sul piano arrivo con molta velocita', lascio scivolare gli sci, senza strafare, cambio di pendenza con classico angolo infame, tanto per facilitare gli errori, ma prendo il mio giusto spazio, sul palo ho gia' completato la curva e il resto del muro me lo bevo come nulla fosse. Sul traguardo sono nei primi dieci... non male, visto il mio ginocchio gigio.

Mi posso dedicare ad un po' di sciata libera con Alex, mio compagno di corso romeno, cresciuto sui Carpazi, per cui, anche lui, esperto sciatore. Incontro anche un indigeno, che, quando scopre che sono italiano, mi chiede se conosco Bardonecchia! Diciamolo pure, mi sono illuminato d'immenso. Non solo la preferisce a Sestriere, ma dice che e' uno dei posti piu' belli dove e' stato a sciare... e si ricorda di orde di ragazzini vestiti di rosso, che formavano un serpentone sulle piste bardonecchiesi, seguendo gli allenatori... i diavoli rossi dello sci club. Magari uno di quei ragazzini, che lui aveva visto anni fa, ero proprio io.

Dopo pranzo ci attende la seconda manche. Scio di nuovo molto bene il muro iniziale, ma sbaglio da pivello sul piano, per cui perdo alcune posizioni, retrocedendo alla quindicesima... vabeh, capita, ma mi sono divertito molto. Ritornato in albergo, mi attende una sana pennica, doccia e via per la cena di chiusura a Whaleback, a base di lasagne in stile Vermont e verdura... diciamo che ho mangiato di meglio! Dopo cena, premiazioni, canti e balli... peccato, che si debba gia' tornare a New York. Poco importa, tanto tra una settimana sono in Italia, per cui, qualche sciata non me la toglie nessuno.

il Vostro bugia nén

Wednesday, February 21, 2007

Il dovere di scegliere

Solo una riflessione, tratta dal 24Ore, sui fatti di oggi:
"La politica estera, osservava Bismarck, è il vero momento identitario di una nazione. È l’immagine che un popolo ha di se stesso a determinarne il comportamento esterno e non viceversa".

il Vostro bugia nén

Tuesday, February 20, 2007

Il buco nei conti

Sto preparando una presentazione sul deficit commerciale americano, che ha ormai raggiunto livelli stellari (circa 700 miliardi di dollari all'anno) e mi sono imbattuto nel testo di un discorso di Bernanke, il governatore della Federal Reserve... e, devo dire, ne sono intrigato.

Non riporto il testo, perche' troppo lungo, ma per gli interessati, vi rimando al sito della Federal Reserve.

Vi lascio alcuni punti di riflessione:
  • I paesi sviluppati sono in situazioni analoghe agli USA (eccezion fatta per Giappone e Germania).
  • Per ovvie ragioni macroeconomiche, ad un saldo commerciale negativo, deve per forza corrispondere un saldo dei flussi finanziari positivo.
  • I paesi emergenti stabilizzano le loro economie, emettendo debito pubblico in valuta locale, destinato ai cittadini (stimolo al risparmio), e usano i proventi per acquistare asset (principalmente a stelle e strisce). Cosi' esercitano un controllo sui flussi di capitale e cercano di ridurre i rischi di crisi monetarie nei rispettivi paesi, tipo quelle asiatica e russa di fine anni 90.
  • Ci sono responsabilita' oggettive da ambo i lati, ma perche' risparmiamo poco? Il boom degli asset finanziari e immobiliari, pare essere una buona spiegazione: il rapporto tra ricchezza e quanto prodotto si e' dilatato nel recente passato.
  • Non dovremmo risparmiare di piu', visto che l'eta' media nei paesi industrializzati si sta alzando?
  • L'onda di denaro che ha sommerso i nostri mercati, ha mantenuto i tassi ad un livello storicamente basso, e, anziche' spingere gli investimenti in fattori produttivi, ha favorito soprattutto il boom edilizio. Sara' un caso che in Germania il mercato immobiliare sia pressoche' stagnante?
  • Le occasioni di investimento sono principalmente nei paesi emergenti. Ci sara' quindi un'inversione? Sicuramente, oggi ci stiamo indebitando, la questione e' quanto brusca sara' questa inversione.
  • C'e' veramente correlazione tra deficit pubblico e commerciale? A giudicare da quanto visto negli USA di fine anni 90, in Giappone e Germania oggi, non sembrerebbe.
  • I prezzi energetici hanno influito solo parzialmente su questo scenario.
Dove andremo a finire? Non lo so. Abuso del detto keynesiano, secondo cui nel lungo periodo siamo tutti morti (o il piu' cristiano "ricordati che sei polvere ed in polvere ritornerai") e quindi non bisogna preoccuparsi del futuro. Io rimango un accanito risparmiatore (come ben sapete)! La nostra societa' sta forse facendo la fine dei grandi imperi del passato? Chi vivra' vedra'.

il Vostro bugia nén

Sunday, February 11, 2007

Stowe - Smugglers Notch

Finalmente si scia sulle nevi nord americane... oltre 150 cm di powder!

Abbiamo fatto tappa a Stowe, Vermont, nel comprensorio di Smugglers Notch. Gli Appalachi non sono le nostre Alpi... e forse anche l'Appennino e' piu' ripido e scosceso. Diciamo che sono sostanzialmente delle colline, ma il freddo da queste parti (quasi al confine col Canada) e' veramente polare, per cui nevica molto e ci si puo' divertire ugualmente.

Lo so, lo so, avevo promesso una gita alle Rockies e invece sono finito sugli Appalachi. Ma, vi posso assicurare, nonostante tutto ne e' valsa la pena. Il posto mi e' piaciuto molto.

Per giungere a destinazione, abbiamo affittato un mega SUV, tanto per non essere troppo americani, e dopo 4 ore di viaggio siamo arrivati a destinazione. Ci sistemiamo in un cottage poco fuori dal paese. La sala per la cena, con annesso soggiorno e camino, e' orientata verso la montagna e la zona impianti. Come potete vedere a fianco, il posto non solo e' molto carino ed accogliente, ma ricorda un po' le nostre baite alpine... certo i comfort qui sono migliori!

A disposizione ci sono una decina di impianti (a Bardo c'e' piu' varieta' e non mancano neanche qui un paio di care vecchie cadregovie), ma i gestori si sono sbizzarriti nella concezione delle piste e hanno sostanzialmente tappezzato di percorsi le tre montagne su cui si snoda il resort. Il dislivello sciabile e' di circa 700 metri e le piste occupano un terreno di 310 acri... abbastanza per divertirsi. I rider, amanti della neve fresca, hanno altri 700 acri di bosco in cui divertirsi e il metro e mezzo di neve, aiuta senz'altro. Io, come sapete, sono piu' da pista, per cui ho limitato le mie sortite nel bosco e mi sono lanciato in carvate strepitose su neve completamente naturale. Era dalle nevicate durante le olimpiadi, lo scorso anno, che non assaporavo questo feeling. La neve programmata , visto le bizzarrie del meteo, e' una manna, ma quella naturale e' molto piu' divertente.


La sera di sabato, dopo cena, abbiamo fatto struscio nella via principale del paese, mischiandoci alla fauna locale ed ai tanti turisti. Sostanzialmente non c'e' molto da fare, se non passare da un bar all'altro, ma in fondo, non e' molto diverso da quello che solitamente si fa tra Bardo, Sauze e Sestriere.
Sparse trovate un po' di foto che abbiamo scattato, spero vi piacciano.

il Vostro bugia nén

Thursday, February 08, 2007

Evviva il Marketing

Qui alla Columbia, per nostra fortuna, c'e' ampia diversita' di interessi professionali. A fianco ai soliti noti e noiosi interessati al mondo dei servizi finanziari (sottoscritto in prima fila) e immobiliari, seguiti a ruota dai tanti interessati al mondo della consulenza, abbiamo studenti interessati a carriere nel mondo dei media e del marketing.

La diversita' e' un bene, se non altro perche' tutti quanti possiamo imparare qualcosa da persone che hanno diverse esperienze e ambizioni: la cosa veramente bella, qui, e' che volendo si hanno a disposizione 1400 differenti punti di vista. Mica poco!

C'e' sempre qualcosa da imparare. Sapete che non sono un gran appassionato di marketing, ma ecco una perla, che puo' servire da lezione per evitare figuracce in occasione di colloqui di lavoro. Una mia compagna e' interessata a lavorare nel marketing di PepsiCo e l'azienda ha organizzato una cena per gli studenti che sono stati invitati ai colloqui per lo stage estivo. Dopo i saluti iniziali ed essersi seduti a tavola per cenare, un cameriere passa a prendere gli ordini per le bevande e qui succede l'imprevedibile. La mia amica ordina una Coca Cola! Che dire, spettacolare figura di m*#?a. Chiaramente, opportunita' di lavoro sfumata. Proprio quando meno ce l'aspettiamo e ci sentiamo rilassati... ecco che calpestiamo una buccia di banana e compromettiamo le nostre opportunita'.

il Vostro bugia nén

Tuesday, February 06, 2007

Guida culinaria - Capitolo I

Ho deciso di iniziare una rubrica di carattere culinario, in cui mi cimentero' in brevi recensioni dei ristoranti new yorkesi, in cui ho cenato. Basero' i miei giudizi su qualita' del servizio, della cucina (e sua varieta') e dei vini, basandomi su una scala da 1 a 5 stelle (dove 5 rappresenta il massimo della libido culinaria).

Iniziamo da dove mi sono recato ieri sera: i Trulli (http://www.itrulli.com/). Si tratta di una trattoria italiana a midtown. Il servizio merita 4 stelle: siamo in 7 a tavola e abbiamo un paio di camerieri che si occupano di noi, ma a differenza dei soliti ristoranti americani, non sono troppo ossessivi e falsamente zelanti. Ci consigliano del prosciutto di cinghiale come antipasto... e come dire di no? Io procedo con un piatto di malloreddus al ragu' di salsiccia e un assaggio di cervo e polenta. Altri vanno per linguine alle cozze e ossobuco o salmone in crosta.

La varieta' e qualita' sono ottime e meritano 4 stelle: finalmente non la solita steak house new yorkese... non fraintendetemi, adoro le steak house, la questione e' che negli ultimi 3 mesi e' stato il tipo di ristorante preferito per i vari eventi universitari. Un po' di varieta' ci vuole!

Non ho avuto modo di controllare la carta dei vini e la scelta degli altri e' caduta su vini toscani, di cui ammetto di non essere un ottimo conoscitore. Per esprimere un giudizio piu' completo avrei bisogno di controllare la lista di vini piemontesi, per cui mi limito ad un neutrale 3 stelle per la carta dei vini, soggetto a cambiamenti, in caso di future visite e piu' accurata ispezione.

Concludendo:
Servizio: 4 stelle, cibo: 4 stelle, vino: 3 stelle per un solido 3.5 stelle in totale.

Monday, February 05, 2007

Una passeggiata nel freezer

Se a inizio gennaio ci si stupiva per il caldo inusuale (oltre 20 gradi e piante in fiore a Central Park), ora la situazione e' drasticamente svoltata all'inverno.

Come potete vedere nello screenshot allegato alle 11 del mattino abbiano una mite temperatura di -11, che si tramuta in percepita come -19, considerando l'effetto del vento da Ovest a 23 kmh. Insomma, sono appena uscito di casa, ho fatto 4 isolati per recarmi a lezione e mi e' sembrato di fare una passeggiata nel freezer. Una schiera di pinguini mi ha accolto all'uscita di casa e mi ha preso a ceffoni, tanto per darmi la sveglia definitiva... fortunatamente con il materiale da sci, che mi sono portato a NY riesco a coprirmi come si deve e il tragitto fino a scuola non e' stato cosi' infernale.

Un saluto polare

il Vostro bugia nén

Sunday, February 04, 2007

Super Bowl Sunday

La mia domenica del Super Bowl inizia alle 9.30, sveglia, colazione e sotto con lo studio... lo so, lo so, il solito nerd, direte. In realta' sto faticando talmente tanto a trovare la voglia di studiare in questo semestre, che necessito anche della domenica mattina per completare i miei impegni (la questione e' che la maggior parte dei corsi di questo semestre sono veramente noiosi).

Pranzo leggero a base di pasta e pollo verso le 13 e dalle 16.30 via allo show time del Super Bowl.

Sono invitato a casa del mio amico Brett. La TV passa tramite un proiettore che invia l'immagine sul muro, per 117 pollici di puro godimento! Con la high-definition TV, vi posso assicurare che non ho mai visto nulla di meglio.

Tutto e' pronto per il calcio d'inizio alle 18. Abbiamo ali di pollo, costolette di maile, riso, salsiccie (in mio onore) e birra a volonta'. Questa la situazione del tavolo alle 17.45, prima dell'inizio del match.

Ci attendono circa 4 ore di parita... in realta' per gli americani la parte entusiasmante sono gli spot pubblicitari. 30 secondi vengono venduti a non meno di 2.5 milioni di dollari! E le aziende si inventano gli spot piu' strani e divertenti, pur di catturare l'attenzione! Devo dire che per la prima volta mi sono divertito a vedere la pubblicita'... in particolare la Budweiser si e' sbizzarrita con spot di una comicita' superlativa.

Chicago inizia alla grande con un touch down alla prima azione. L'entusiasmo tra di noi e' alto (ho pagato piu' o meno tutti per tifare Chicago ;) )... pero' la prima azione rappresenta il meglio che i Bears riescono a fare per tutta la partita. Indianapolis prende repentinamente in mano le redini del gioco e tritura l'avversario, piu' di quanto il 29-17 finale lasci pensare.

Vabeh, divertiti ci siamo divertiti e ora sono a casa pronto per un'altra oretta di studio.

il Vostro bugia nén

Saturday, February 03, 2007

Super Bowl vs Campionato di Calcio

Domani l'America si fermera' per il Super Bowl numero XLI a Miami tra Chicago e Indianapolis. Per la prima volta due coach di colore guideranno le rispettive squadre alla conquista di uno dei titoli sportivi piu' ambiti negli States.

300 milioni di persone si incolleranno domani ai teleschermi per la partita e, per me, tutto assomigliera' alla finale della coppa del mondo di calcio. Non sara' la stessa emozione, ma sara' senz'altro divertente... e in fondo mi fara' apprezzare un po' di piu' questa nazione.

Qui lo sport e' festa, birra e hot dogs... non importa tanto chi vince o chi perde (anche se spero in una vittoria di Chicago, come ex-allievo della U. of Illinois), quel che conta e' divertirsi con gli amici.

Direi che e' quantomeno emblematico che la festa sportiva di domani coincida con le disavventure del calcio italiano. Calciopoli ha tirato fuori l'orgoglio dei nostri giocatori e ci ha spinto alla vittoria nella coppa del mondo... ma il teppismo negli stadi e' una cosa che va al di fuori di qualsiasi comprensione. Due morti nelle ultime due settimane! Siamo diventati degli animali?

Sono choccato e credo che in fondo questa situazione sia il frutto degli enormi dissidi politici che dividono il nostro paese. E' ora che i politici diano un segnale forte: basta con il fomentare le folle verso l'odio della fazione opposta. Siamo nel 2007, ma sembra di essere ancora nel 1200 con le lotte tra Guelfi e Ghibellini. E' ora di cambiare, di rimboccarsi le maniche per ricostruire il paese. E' soprattutto ora di ridare alle forze dell'ordine la loro giusta dimensione: devono disporre dei mezzi e del sostegno per punire severamente i delinquenti. In Inghilterra gli hooligans sono tenuti a bada con cani e manganelli. Mi rendo conto che siano sistemi rudi, fascisti, dira' qualcuno, ma contro gli incivili si deve disporre dei mezzi adeguati a riportare l'ordine.

Chiudo sperando che la sospensione dei campionati non sia solo per una settimana, ma per il resto della stagione: la speranza e' che non si faccia la solita mezza manfrina all'italiana, ma che, per una volta, ci si comporti da vero paese democratico.

Amareggiato, il Vostro bugia nén

Monday, January 29, 2007

Hell Week - ovvero una settimana di colloqui

Non volevo tediarvi con i racconti della settimana di colloqui lavorativi, per il lavoro estivo, ma alcuni di voi vorrebbero intraprendere la mia stessa via e mi pare utile darvi alcuni suggerimenti su quello che ho imparato.

Iniziamo dal soprannome: Hell Week. La ragione e' molto semplice e' una settimana brutale, ci vuole allenamento specifico per sostenere l'intensita' di tutti i colloqui.

Gli anglosassoni, si sa, amano le attivita' programmate, non hanno spazio per l'improvvisazione (punto a nostro favore... siamo piu' flessibili e, negli imprevisti, riusciamo a fare meglio, e' la consistenza che a volte ci manca, la capacita' di replicare all'infinito un processo ben oliato). La settimana risulta organizzata come una catena di montaggio: da lunedi' a mercoledi' nel campus c'e' il primo turno di colloqui (da ottobre a dicembre l'obiettivo e' stato quello di entrare nella lista invitati delle aziende a cui si era interessati, ragione per cui non avevo piu' una vita privata). Entro mercoledi' sera fanno sapere se si e' passati al secondo round, che si tiene presso i loro uffici tra giovedi' e sabato. Chiaramente qui sorge una complicazione: un conto e' avere tutti i colloqui nello stesso posto, tutt'altra cosa e' doversi muovere come dei matti per le vie di Manhattan... non pensiate di essere scusati se arrivate in ritardo a causa di un colloquio che ha sforato i tempi previsti. Le aziende possono essere in ritardo sulla loro tabella di marcia, ma se lo siete voi, scordatevi di ottenere un lavoro!

Tra lunedi' e mercoledi' ho avuto 7 colloqui e in 5 mi hanno chiamato per il secondo round. Quasi tutte le aziende hanno organizzato tra martedi' e venerdi' aperitivi o cene per gli invitati al secondo round... dopo i bagordi offertici durante i due mesi di preparazione alla hell week, ci invitano ancora ad assaporare filet mignon, sirloin steak e quarti di bue: sorprendentemente adesso sto mangiando solo pollo o tacchino!

Fino alle 17.30 di venerdi' nessuno e' autorizzato a contattarci per comunicare l'esito e farci, eventualmente, offerte formali di lavoro. In molti finiamo i colloqui del venerdi' poco dopo l'ora di pranzo e il pomeriggio si trasforma in una lunga attesa. L'ora x passa e da qui in poi speroma bin. Verso le 18 ricevo la prima offerta di lavoro, posso rilassarmi, l'obiettivo minimo e' raggiunto. Alle 18.30 ricevo una seconda telefonata in cui mi viene detto che non mi possono offrire il lavoro estivo, ma che vorrebbero offrirmi un lavoro a tempo pieno, ma si deve attendere l'autunno per formalizzare. Un po' indispettito, ringrazio e metto giu' il telefono: ottimo avere un'offerta a tempo pieno, quella mi servira' dopo il master, ma per il momento ho bisogno del lavoro estivo, per ragioni accademiche e poi tipicamente si finisce per lavorare a tempo pieno nel posto dove si e' trascorsa l'estate. Alle 19 ecco la terza chiamata, che porta con se' una seconda offerta di lavoro. Alle 19.30 la telefonata piu' attesa, ho 5 MD in linea: il mio datore di lavoro mi rivuole.

Il mio vicino, Carlos, ottiene anche lui varie offerte di lavoro, per cui ci intratteniamo a festeggiare, dopo cena, con qualche drink... in effetti facciamo le 3 del mattino. Il problema e' che entrambi abbiamo ancora un colloquio alle 8.30 del mattino di sabato. Con un'emicrania spaventosa, mi reco all'ultimo colloquio. Direte: in quelle condizioni avrai fatto una pessima figura! Invece no, ottengo la mia quarta offerta di lavoro.

Sulla mia scelta lavorativa, conoscente gia'. La cosa buffa e' che evidentemente tra le aziende si parlano, tant'e' vero che il lunedi' successivo mi chiamano quelli dell'offerta a tempo pieno per dirmi che ci hanno ripensato e vorrebbero offrirmi anche il lavoro estivo. Gentilmente declino l'offerta. Evito di compromettere possibili futuri rapporti professionali, ma mi sembra giusto dare precedenza a chi si e' comportato in modo piu' coerente.

Questa la cronistoria; ora vorrei lasciarvi con le mie riflessioni:
  1. Avrei potuto faticare di meno nei due mesi di eventi ininterrotti organizzati dalle varie aziende, visto che avevo alle spalle un solido curriculum, per gli obiettivi che mi ero preposto.
  2. L'ufficio di career services dell'universita' e' un disastro. Dovrebbe consigliarci su come trovare un lavoro, invece pare che la missione sia quella di scaricare gli errori sugli studenti, pretendendo cose impossibili e sciorinando suggerimenti che spaziano dall'ovvieta' all'inutilita'.
  3. Ho capito che l'erba del vicino non e' piu' verde... In passato ho criticato la mia azienda, ma questo e' parte di qualsiasi rapporto personale e professionale, l'importante e' saper confrontare le diverse realta' aziendali per quello che sono e scegliere con saggezza.
  4. Siate onesti e schietti, i colloqui saranno molto piu' semplici. E' inutile cercare di piacere, se cio' comporta adattarsi a canoni che non siano propri; la vita professionale risulterebbe impossibile, per non dire odiosa!
  5. Se vi troverete ad affrontare hell week, cercate di concentrare le vostre forze su un numero ridotto di aziende. Alcuni hanno tentato in 20 aziende (li ho soprannominati "maratoneti") e non hanno avuto neanche un'offerta. Secondo me hanno disperso energie nervose. Se non l'avete gia' imparata, una qualita' necessaria in un MBA e' la gestione del vostro tempo e delle vostre forze... servira' molto nel vostro futuro professionale e l'MBA non e' altro che una palestra di vita.
Sono stato un po' prolisso, ma ci tenevo a farvi capire il senso di questa esperienza.

il Vostro bugia nén

Saturday, January 27, 2007

Buongiorno

Riporto un articoletto che ho appena letto, scritto da Massimo Gramellini, nella sua rubrica quotidiana (Buongiorno) su La Stampa. Il giornalista e' geniale, oltre al fatto di meritarsi stima per essere tifoso granata.

L'articolo scanzona l'ultima uscita del Cavaliere... leggete e divertitevi:
Il delfino delle liberta'
«Pronto Formigoni? Che voce offesa! Non avrai creduto alla balla di Fini mio successore? Ho dovuto dirla. Insisteva. Sai come sono, questi fascistoni. Tignosi. Però anche ingenui, eh. Si accontentano di una dichiarazione. Ma noi faremo le primarie e le vincerai tu. Fini lo mandiamo alle secondarie, a ripetere l’anno con Tremonti e Casini. Ti lascio, ho una chiamata in attesa... Pronto? Il mio Tremontino preferito! Dimmi la verità: ci sei cascato. Aha aha! Figurati se penso di scaldare il posto a quel burocrate di partito che non ha mai vinto neanche una Champions League. Uno statalista che va matto per le tasse e sarebbe capace di nazionalizzarmi pure le tv. Tranquillo, Giulio, nel mio cuore e nell’anima c’è un solo prato verde e sei tuuuu. E’ di Battisti, ma te l’ho personalizzata. Saluti, mio erede!... Chi parla? Pierferdinando, lo sapevo che non ci avresti creduto. Mica t’hanno fatto democristiano per niente. Ti pare che lascio i moderati in mano a faccetta nera bella abissina: aspetta e spera! Hai sentito no, cosa ho detto ai giornalisti? “Fini è il candidato più autorevole a succedermi alla guida del futuro partito unico”. E dato che il partito unico non si farà mai, eccolo, il futuro di Fini: Finirà. Scusa un attimo... Pronto? Gianfrancone! Guarda che non mi devi ringraziare. Te lo meriti. E poi ho detto una cosa ovvia. Chi altri, se non tu? Perdonami, ho Confalonieri sull’altra linea... Fedele, ma quanto sono tonti questi politici! Mi conoscono da una vita e ancora non hanno capito che non lascerò mai niente di mio a uno che non si chiami Berlusconi».

Thursday, January 25, 2007

Il Mito

Tutti voi sapete, o avete capito dai miei precedenti racconti, quanto io ami la vela... beh, questa sera sono stato a cena al New York Yacht Club: il Gotha della vela, il club che per 132 anni ha detenuto l'America's Cup, il piu' antico e prestigioso trofeo sportivo, non solo velico.

Organizzazione della cena ad opera della mia ex e futura azienda! In fin dei conti J. Pierpont ha donato l'edificio in cui sorge la club house new yorkese, e' stato commodoro del club e con i suoi Corsair ha scritto alcune pagine epiche di storia velica.

Insomma, detta francamente, ero veramente eccitato all'idea di cenare nel posto che, per me, rappresenta un mito. Da buon giapu mi sono portato macchina fotografica al seguito e ho scattato un paio di foto (qui allegate), per poi scoprire che avevano stipulato un accordo col club, per cui non ci era concesso scattare foto! Per fortuna non credo che nessuno ne abbia avuto a male, quando ho spiegato quanto fossi felice di cenare nella sala trofei del club piu' prestigioso al mondo.

Immaginatevi il castello di poppa di un vascello del 17esimo o 18esimo secolo... addirittura le finestre verso la strada avevano il disegno tipico di quelle che abbiamo visto migliaia di volte nei film, quando si inquadrava la cabina del capitano.

Adesso la pianto di fare il bambino e vi dico solo che mi sono veramente divertito, ma credo che lo aveste gia' capito da soli. Se siete interessati di vela e volete saperne di piu' vi lascio un paio di link da consultare: www.nyyc.org e http://en.wikipedia.org/wiki/New_York_Yacht_Club. Divertitevi!

Qui fa, finalmente, un freddo polare, adesso siamo a -11... e stanotte si attende una seconda nevicata.

Un abbraccio a tutti quanti e buon weekend

il Vostro bugia nén

Saturday, January 20, 2007

Una convinzione errata

Magari questo argomento risulta un po' banale, ma avendolo appena appreso e dato che sfata una mia convinzione (credo condivisa da molti), mi pare giusto farne un veloce accenno.

Quante volte vedendo i prezzi dei vari prodotti in vendita nei negozi ci siamo domandati perche' costino €4.99 o, tornando alla Lira, £9.900? Non potevano fare cifra tonda? La maggior parte delle persone che conosco, incluso il sottoscritto, ha sempre avuto la convinzione che la ragione dietro a questo sistema di prezzatura fosse di carattere tipicamente psicologico. Se il cliente vede un 4 anziche' un 5 o un 9 anziche' un 10, si convincera' che sta pagando meno e quindi sara' piu' invogliato a spendere!

Considerazione sensata, ma errata. Gli Stati Uniti sono la patria del consumismo, per cui non stupisce che questo sistema bizzarro di prezzatura sia nato proprio qui. Ed e' forse il fatto che sia nato qui, nella terra degli sconti perenni, del marketing estremo e delle spese folli, che ci ha fatto pensare che ci fosse un trabocchetto psicologico per incastrare il consumatore e spingerlo ad acquisti disinibiti.

Ebbene no. La ragione originaria e molto piu' in stile "Padri Pellegrini" e si rifa' ai dogmi di onesta' e rigore morale su cui dovrebbe fondarsi qualsiasi democrazia che si rispetti. I proprietari di negozi non fidandosi dei loro commessi hanno cosi' trovato il sistema per controllare che i ricavi delle vendite non venisseero intascati indebitamente... come? direte voi. Ma non avete ancora capito? Se faccio pagare un prodotto $4.99, tipicamente mi verra' data o una banconota da 5 o 5 banconote da 1, quindi il commesso e' costretto ad aprire la cassa per prendere il cent di resto e deve depositare i 5 dollari nella cassa, anziche' intascarseli!

Scommetto che state gia' dicendo: ma oggi la maggior parte delle transazioni si fa con carta di credito! D'accordo, ma ormai il prezziario con cifre strane come il $4.99 e' talmente radicato nel pensiero comune che cambiarlo sarebbe una follia. E concedendo anche che forse oggi valga la nostra comune convinzione di carattere psicologico, rimane pur sempre il fatto che l'origine della pratica e' legata ad un altro tipo di necessita'.

il Vostro bugia nén

Thursday, January 18, 2007

I primi fiocchi di neve

Finalmente e' inverno anche qui a NY. Oggi pomeriggio sono caduti i primi fiocchi di neve... poca roba, non illudetevi, visto che e' velocemente diventata pioggia, pero' e' gia' qualcosa. Ovviamente qui si sta gia' pensando a un buon weekend di sci e mi hanno proposto di fare un salto ad Alta, Utah. Pare essere un posto bello, vicino a Snowbasin e Park City dove si sono svolte le olimpiadi del 2002 (Salt Lake City). D'accordo che non sia Aspen o Veil, pero' ragazzi sapete che non mi piacciono i posti stile "Sestriere". Amo la montagna per quello che e' e non per la mondanita' ad essa correlata. Vanno bene le feste al Black Sun o al Tabata, pero' se si tratta di sciare voglio posti veri.

Allego alcune foto e il link al sito di Alta http://www.alta.com/ . Come ho detto, il posto sembra veramente bello, non costa molto e soprattutto c'e' un po' di neve, che qui sulla costa est c'e' veramente penuria... a meno che non si decida di andare fino in Canada.

il Vostro bugia nén

Tuesday, January 16, 2007

Il guru di Conegliano Veneto svela il 2007

Dopo l'anno del

"Positivismo cosmico" (2004)

l'anno della

"Felicita` e Amore Universale" (2005)
"Ritmo, Ritmo, Ritmo"

si chiude l'anno di

"Lacrime e Sangue" (2006)
"All in"

Come previsto, il 2006 si e` dimostrato un anno assai fecondo di sorprese. Non solo il 2006 ci ha resi piu` popolosi, ma ci ha pure consacrati campioni del mondo. Chi ha saputo osare godra` i meritati frutti nel 2007 e le lacrime lasceranno presto il posto ai sorrisi.

Che anno sara` quindi il 2007? Purtroppo "la festa e` finita": comincia un mondo, un mondo diverso. E per chi non l'avesse ancora capito, buon "make-it or break-it" a tutti.

MZ

Monday, January 15, 2007

Assistente del prof di Economia

E chi l'avrebbe mai detto, io che ho una certa repulsione all'insegnamento, mi trovo a fare da assistente al prof. di Economia per questo semestre. Chissa' come andra' a finire! Avro' pazienza nello spiegare le cose? Come sara' correggere i compiti?

Staremo a vedere. Venerdi inizio con la prima review session e speriamo che tutto vada per il meglio. Ma me lo spiegate voi? Un ingegnere che fa da assistente di Economia. Cose mai viste. Sto iniziando a chiedermi perche' ho deciso di studiare ingegneria per poi non aver mai lavorato nel campo ed essermi quasi da subito buttato sul settore finanziario e da li' mi sa che difficilmente ne usciro' a breve. Non sarebbe stato piu' utile concentrarsi fin da subito su studi di carettere economico-finanziario?

Queste domande si stanno affollando nella mia mente in questi ultimi giorni. In fondo sono successi eventi che chiaramente hanno definitivamente indirizzato il mio futuro su un binario abbastanza chiaro... pero' non riesco a togliermi questi interrogativi dalla testa.

Sono giunto a questa conclusione, che vorrei condividere con voi tutti. Anche tornando indietro e sapendo cosa mi aspetti negli anni a venire rifarei le stesse scelte. Seguite il mio flusso logico: se non avessi fatto il Poli, avrei senz'altro optato per Economia & Commercio e, per quanto Torino sarebbe potuta essere una ottima scelta, credo che mio padre avrebbe spinto per la Catollica a Milano. Risultato non avrei potuto trascorrere alcuni degli anni piu' intensi della mia vita, crescendo con gli amici di sempre, quelli sui quali puoi sempre contare, quelli con cui anche una serata qualunque aveva sempre un suo perche' e la sua dose di divertimento.

Ma c'e' un fatto ancora piu' importante: ingegneria mi ha cambiato. Alla faccia di chi dice che l'ingegneria sia una materia arida e basata su regole numeriche, io dico che e' piu' che altro una scuola di pensiero: analizzare un problema, ridurlo ai suoi minimi termini e sviluppare una soluzione realizzabile (consentitemi l'inglese, ma qui ci sta proprio bene: a feasible implementation). Sarei qui se non fosse per i miei studi ingegneristici? In tutta buona fede ne dubito. Credo che nella vita si facciano scelte chiave, da cui scaturiscono eventi a cascata. Qui ne porto il mio personale esempio: studiando ingegneria a Torino ho avuto l'opportunita' del master di Chicago, che mi ha fornito un profilo professionale di carattere internazionale e ha facilitato il mio arrivo a Londra. Senza l'esperienza lavorativa nella grigia Albione sarebbe stato senz'altro molto piu' complicato essere ammesso alla Columbia e, in ultima analisi, gettare le fondamenta per il mio futuro professionale.

Non credo al Fato o al caso, ma alla volonta' di raggiungere un obiettivo e di mettere assieme dei tasselli che, visti separatamente, non avevano molto senso, ma assieme formano un quadro ben chiaro di cosa voglio ottenere. Insomma, siamo noi i fattori della nostra vita. Io cerco di viverla in base ai miei sogni, anche se non e' sempre facile e a volte preferirei starmene a Torino in mezzo ai miei cari... ma i miei sogni mi hanno portato qui e da qui

Canto l'arme pietose e 'l capitano
che 'l gran sepolcro liberò di Cristo.
Molto egli oprò co 'l senno e con la mano,
molto soffrí nel glorioso acquisto;
e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano
s'armò d'Asia e di Libia il popol misto.
Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi
segni ridusse i suoi compagni erranti.

O Musa, tu che di caduchi allori
non circondi la fronte in Elicona,
ma su nel cielo infra i beati cori
hai di stelle immortali aurea corona,
tu spira al petto mio celesti ardori,
tu rischiara il mio canto, e tu perdona
s'intesso fregi al ver, s'adorno in parte
d'altri diletti, che de' tuoi, le carte.

Passatemi questa cifra letteraria
il Vostro bugia nén

Saturday, January 13, 2007

A volte ritornano

Un breve messaggio ai miei ex-colleghi londinesi: la pecorella smarrita torna all'ovile! Che ci crediate oppure no torno a lavorare nella stessa azienda dove ho trascorso gli ultimi 3 anni della mia vita. Certo cambio ufficio (New York) e attivita' e al momento si tratta solo dello stage estivo, ma e' pur sempre un ritorno alle origini.

E' stata dura fare una montagna di colloqui e arrivare ad ottenere quanto desiderato... e' proprio vero che nella vita le soddisfazioni arrivano solo sudandosele.

Adesso qualcuno dira' che spesso ho criticato l'azienda e il lavoro. Vero, verissimo, ma credo che un rapporto di amore ed odio sia inevitabile quando si e' immersi in qualsiasi realta' della nostra vita. L'opportunita' di venire qui a New York per studiare e di perlustrare le varie istituzioni finanziarie a caccia di un lavoro estivo, mi ha veramente fatto capire come gli altri posti raramente siano meglio e molto spesso siano peggio di dove lavoriamo. E' la prospettiva che si ottiene quando ci si puo' staccare dalla quotidianita' del lavoro e riflettere su aspetti positivi e negativi. In piu', immancabilmente, ho riscontrato il blasone e la tradizione dell'azienda: indiscutibilmente e' considerata una delle migliori palestre formative. Non erano balle quelle che ci raccontavamo di fronte ai caffe' del mattino!

Spero di sentirvi tutti presto,
il Vostro bugia nén

Tuesday, January 09, 2007

Se volete farvi 4 risate (amare)!

Di seguito riporto il testo originale di un articolo uscito oggi sul Wall Street Journal sulla nostra amata patria. Mi sembra un resoconto abbastanza neutrale e non fazioso delle vicende e contiene considerazioni su cui e' meglio che noi tutti si rifletta.

VERONA, Italy -- For the five years of the Berlusconi government, Italy could be presented more simply than usual. Silvio Berlusconi was to blame -- for everything. Owner of three of the country's six TV networks, together with large areas of press and publishing, he clearly should not have been eligible to be prime minister as well. On trial for more than a decade for corruption of various kinds, it was at least plausible that his purposes in seeking power were evil. To foreign correspondents in Rome who despaired of explaining the complex machinations of Italian politics, its fragmented coalitions and institutionalized procrastination, this prime minister was a godsend: easy to condemn, colorful to boot. The simplistic view was epitomized in Tobias Jones's book "The Dark Heart of Italy" (2003) which carried a photo of the triumphant Berlusconi on the cover; it was a cheap equation.

Now that the man is out of power, there is some nostalgia for the easy copy. The recent discovery of frequent illegal access to the tax declarations of present Prime Minister Romano Prodi and his family in the run up to last April's elections led the BBC, among others, to suspect that Mr. Berlusconi had been planning a smear campaign. Later it emerged that Mr. Berlusconi himself had been subject to the same prying, but the BBC did not give this news prominence.

On Nov. 26, when the media magnate and leader of the country's center-right opposition fainted while addressing a political meeting, many suggested this was a sham to allow Mr. Berlusconi to ask for postponement of the trial which sees him accused, along with the English lawyer David Mills, of corrupt practices in the purchase of television rights. The trial was indeed postponed, for a few days when, a week before Christmas, Mr. Berlusconi flew to the U.S. for heart surgery.

Two recent events that have received little international coverage suggest how complex is the context in which the "monstrosity" of Berlusconi must be understood.

On Nov. 30, to everybody's immense surprise, Italy's highest court, the Cassazione, overturned the guilty verdict in an interminable trial that had seen Mr. Berlusconi's lawyer and friend Cesare Previti convicted of bribing a judge on his behalf. As prime minister, Mr. Berlusconi was frequently accused of tampering with the law to save himself and his friends from prison. (One measure permitting the over-70s to serve their sentences under house arrest was in fact known as the "save-Previti law.") So it is strange, now that the villain is out of power, to see this verdict against his closest collaborator being overturned, as if his claims that he and his team had been the victims of legal persecution were valid.

It is also strange that the parties now in power, having so vociferously attacked Mr. Berlusconi's tinkering with the law, should have introduced into the country's annual budget an amendment that limited the period during which a public administrator can be tried for corruption, this apparently to help some friend in need.

* * *

Both stories are complicated.

In 1986, before entering politics, the businessman Silvio Berlusconi contested the sale of state-owned food-processing giant SME, with 18,000 employees, to rival magnate Carlo De Benedetti, claiming that the company had been deliberately underpriced. Mr. Berlusconi won the contest in court but nine years later a witness told magistrates in Milan that the judge in the case had been bribed.

A trial against Messrs. Berlusconi, Previti and others finally got under way in 2000, but in 2003 the Berlusconi government passed a law under which the prime minister could not be asked to face trial while in office. Although this law was quickly ruled unconstitutional by the high court, the case against Mr. Berlusconi had already been detached from the main trial and he was acquitted in 2004.

Mr. Previti meantime had appealed to the highest court, claiming that the magistrates in Milan had a left-wing agenda, were persecuting him and as a result the trial should be moved. The claim was rejected and Mr. Previti was condemned and sentenced to five years, but did not go to prison since all verdicts in Italy can be appealed and sentences are not executive while under appeal, a state of affairs that does not encourage responsibility on the part of judges at the first trial.

In 2005, Mr. Previti was condemned again on appeal. With the Berlusconi government voted out of power last spring, his position seemed hopeless until on final appeal to the highest court his claim that the case should not have been held in Milan was this time upheld.

There was general astonishment. In an interview with Corriere della Sera, however, Judge Nicola Marvulli, head of the high court, explained that in 2003, although the court rejected Mr. Previti's accusations of persecution, it warned the magistrates in Milan that if the accused requested transfer of the trial for technical reasons, they would be bound to grant it since the alleged crime had occurred in Rome, not Milan. Mr. Marvulli does not understand, he says, why the Milanese magistrates insisted on continuing the trial themselves when they knew that a verdict there would be vulnerable.

What is an Italian to make of all this? Did the magistrates in Milan fear that other courts would not be so assiduous as themselves in pursuing Mr. Previti? If so, why? Did they themselves, as the defendants claimed, have motives beyond the strict application of the law? Or is it rather the highest court of appeal, as many believe, that has simply found a technical point over which it can act to defend old friends?

The constant fear that nobody, individual or institution, is acting truly independently or exclusively in the country's interests brings us to the Prodi government's first budget. It is hard for those who have not lived in Italy to understand how painfully drawn out the process of arriving at a budget is here. The government proposes a series of measures at the end of summer, which are then torn to pieces, revised, removed, reinserted and revised again before the deadline for passing the package at the end of the calendar year.

Since the Prodi government inherited a huge budget deficit but has only the slenderest of majorities in the senate, the budget process this time round was spectacularly unedifying with major concessions being made not only to the smallest parties in the coalition, but to single deputies. In a lobbyists' paradise, almost all privileged benefactors of state money escaped without facing serious cuts (the universities were a curious exception) while the government simply raised revenue through taxes, in particular a higher income tax for the better off. Given that the country's main fiscal problem is evasion, with only little over 300,000 citizens, for example, declaring incomes over $120,000, it is hard to see tax increases at the top end as a solution. Many high earners who declare little will actually benefit from the slight tax reductions for the lower income brackets.

As the sense of fiasco surrounding the proposed budget intensified and the December deadline approached, the government proposed a single "maxi amendment" of 1,365 separate points and asked for a vote of confidence on the package in the Senato, an unusual procedure, on Dec. 15.

At the last moment, however, it was discovered (by bureaucrats rather than politicians) that somebody had inserted a clause that significantly limited the time during which a public official can be tried for fiddling state accounts. Amazingly, no one seemed to be responsible for this. Members of the cabinet denied any knowledge. At this late stage, however, the amendment had to be passed in its entirety or the government would fall. Afterward, under pressure from the minister of infrastructures, a decree was passed to cancel the amendment, at which point, to everyone's surprise, it was defended by none other than the minister of justice.

* * *

In a series of books and articles the historian and journalist Paul Ginsborg has suggested that the Berlusconi phenomenon represents "a bald attempt to reassert forms of private control over the state, a modern version of an ancient patrimonialism." Certainly the man's decision to remain as party leader despite electoral reversal, age and health problems indicates the logic of dynasty rather than the prevalence of democratic party politics.

All the same, one cannot help feeling Mr. Berlusconi is only singled out for the extent of his past success, his colorful style and aggressive manner. For he is hardly the only player. The social dynamic by which everybody suspects everyone else of bad faith and ideology is always seen as a cover for faction remains endemic in Italy. It thus becomes difficult for a politician or indeed businessman to renounce any chance of power, or step back from any potentially useful association, however ambiguous, since there is the fear that without power one will be vulnerable to opposing factions or even to the supposedly independent but perhaps manipulated organs of the state.

Paranoia abounds. Everywhere old men cling on, supported by those who took their patronage. In the meantime, observing the evident perversity of public life, its general atmosphere of free-for-all in every department, the average Italian is tempted to feel that tax evasion is his inalienable right.

Mr. Parks is a professor at IULM University Milan and author of "Italian Neighbors" (Grove Press, 2003).


URL for this article:
http://online.wsj.com/article/SB116831202070471002.html

Sunday, January 07, 2007

E' inverno o primavera?




7 gennaio 2007, queste alcune immagini che ho scattato a New York oggi... sembra di essere in primavera inoltrata. Le previsioni meteo dicono che verso giovedi' o venerdi' dovrebbe finalmente arrivare una perturbazione fredda con le minime che scendaranno sotto lo zero. Staremo a vedere.

Friday, January 05, 2007

... gia' di ritorno nella Grande Mela

Le due settimane di vacanza in Italia sono volate via in men che non si dica e ieri sera sono rientrato a New York. L'arrivo e' stato un po' in stile fantozziano, visto che mi sono portato tutta l'attrezzatura per sciare, anche se inizio a dubitare di aver occasione di sciare, viste le folli temperature primaverili di questi giorni. Guardate la foto qui sotto, a sinistra il clima ieri, a destra com'era un anno fa.All'arrivo c'erano ben 14 gradi e in casa ne avevo "soltanto" 29, roba da Sahara. Oggi siamo arrivati a 20 esterni, tant'e' vero che sono uscito in maglietta e felpa, ma nel mio palazzo si ostinano a mantenere il riscaldamento acceso 24 ore su 24. E poi ci interroghiamo sul surriscaldamento del nostro pianeta? Qui per convincerli a sperperare meno risorse energetiche ci sarebbe bisogno di prezzi alle stelle non solo per il petrolio, ma anche per il gas e il carbone. Leggevo da qualche parte che gli stessi cinesi hanno standard di contenimento delle emissioni di gas serra piu' strigenti di quelli in vigore qui. Il piemontesismo "sa t'na fa piasi", di pirandelliana memoria ("cosi' e', se vi pare"), sentito dire un miliardo di volte da mia nonna, mi pare ottima sintesi per descrivere questa assurdita'.

Tornando al viaggio in aereo, ho assistito ad un paio di perle favolose. La prima l'ha combinata la coppietta di neo-sposini americani, seduti al mio fianco: si sono fatti servire da bere spremuta d'arancia e vino bianco... ho una sola parola DISGUSTOSO. Ero talmente allibito che i due mi hanno chiesto come mai fossi stupito, pare che fosse una prelibata bevanda consigliata loro proprio nel Bel Paese. Ho risposto dicendo che o era un consiglio di uno straniero o, se suggerita da un connazionale, era una sana presa in giro della loro dabbenaggine. Hanno confermato la prima ipotesi, ma non hanno voluto confermare la nazionalita' del pazzo furioso che ha propinato un tale cocktail.

Il secondo spaccato culturale riguarda uno scambio di considerazioni tra quelli della fila davanti alla mia. Discutevano di cambi valutari e la parte piu' bella e' stata quando ho sentito: "Devo ancora capire perche' con €100 mi hanno dato $120, mentre se porto $100 non mi danno €120", alla quale il vicino risponde: "Ma sei cretino? Per avere €100 ti ci vogliono $120! Quindi con $100 ti devono dare meno di €100, visto che il cambio e' a 1.30". Al che il terzo passeggero della fila salta su e commenta: "No, se restituisci i 120 dollari che ti hanno dato non riceverai gli originali 100 euro. L'euro e' stata la nostra rovina!". Chiaramente tre persone con le idee confuse... non dico che si debba essere degli esperti, ci mancherebbe, ma, andando all'estero, almeno cercare di capire come funzionino i cambi, giusto per sapere quanto si sta spendendo, potrebbe essere un'idea. Certo che anche gli agenti di cambio non facilitano le cose... in aeroporto avevo buttato lo sguardo al monitor dell'ufficio cambi e avevo notato che vendevano dollari a 1.20 e acquistavano a 1.43: alla faccia dello spread! E' praticamente un cambio da strozzini.

il Vostro bugia nén

E' arrivato l'anno nuovo

Per la prima volta dopo molti anni non ho trascorso il Capodanno a Bardo, ma a Torino. Era l'unico modo per passarlo con alcuni dei miei piu' cari amici, dunque ne e' valsa la pena.

Quella che doveva essere una notte tranquilla si e' tramutata in un ritorno a casa verso l'alba e il giorno dopo e' stata veramente dura svegliarsi per andare a trovare la nonna. Diciamo che solo grazie al riscaldamento di casa in stile newyorkese, con oltre 25 gradi di temperatura, mi ha costretto a sollevermi dal sudario su cui mi ero abbandonato al mio ritorno a casa, per cercare un po' di ristoro dietro ad una rifrenscante doccia... sara' forse questo il motivo per cui mi sono buscato un raffreddore di proporzioni bibliche? Si vede che sto invecchiando.

Ad ogni modo, abbiamo passato il nostro solito Capodanno all'insegna di Bacco e Dioniso, sorseggiando copiosamente del nettare "di-vino", prodotto in Langa... bianco o rosso, con o senza bollicine e' sempre un gran bel bere!

Quello che piu' mi sorprende e' che stanno passando gli anni, mi sono da tempo trasferito lontanto da Torino, ma con "lo zoccolo duro" della Jumpin' il divertimento e' sempre uguale e irriverente nella sua semplicita'!

Ragazzi, e gli interessati sanno che mi sto rivolgendo a loro, grazie di esistere!